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Che cosa dice la legge?

La previsione della longevità umana comporta importanti implicazioni nelle politiche pubbliche: influisce sulla percentuale dei contributi della popolazione attiva, sulle prestazioni degli attuali beneficiari e sulla situazione economica delle generazioni future.

Nell'Unione Europea, la speranza di vita è di 78,6 anni (74,7 anni per gli uomini e 82,5 per le donne).

Nell'Unione Europea, la speranza di vita in buona salute è di 70,4 anni per tutti i cittadini (68,2 per gli uomini e 72,6 per le donne). L'indice di dipendenza misura la differenza tra le persone che fanno parte della popolazione attiva e quelli che non vi fanno parte. L'indice di dipendenza economica tiene in considerazione anche il numero di disoccupati. Logicamente, per effettuare una pianificazione a largo raggio è molto più difficile valutare il tasso di impiego che le tendenze demografiche, come il tasso di natalità e di mortalità.

Prima di analizzare le differenze legali tra i vari paesi, confrontiamo i dati demografici e le tendenze previste nei diversi paesi.

Scopri le risposte sui seguenti temi.

Quale percentuale della popolazione ha più di 65 anni e quali sono le previsioni per questo gruppo nel futuro? Qual è la speranza di vita e la speranza di vita in buona salute in questo momento?
Qual è l'età pensionistica e qual è l'età media di pensionamento (a causa del prepensionamento, ecc.)?
Qual è la pensione minima di vecchiaia garantita per legge?
I figli sono obbligati a mantenere i genitori?
È legale rifiutare le cure mediche?
È legale l'eutanasia?

Clicca su un tema per saperne di più. Clicca qui per vedere le risposte dei singoli paesi.

Quale percentuale della popolazione ha più di 65 anni e quali sono le previsioni per questo gruppo nel futuro? Qual è la speranza di vita e la speranza di vita in buona salute in questo momento?

Italia
Attualmente in Italia il 18% della popolazione è al di sopra dei 65 anni di età. Secondo molte previsioni nel 2030 la popolazione al di sopra dei 65 anni costituirà quasi il 30% della popolazione totale. In particolare in un intervallo di tempo compreso tra l'anno 2000 e l'anno 2050 si avrà un sensibile spostamento del profilo di età verso età maggiori di 65 anni. Infatti si prevede un aumento della popolazione al di sopra dei 65 anni pari al 75%, con un ritmo particolarmente accelerato intorno al 2030. Viceversa, il numero di giovani e di adulti dovrebbe subire importanti decrementi pari a circa il 28% della popolazione iniziale.
Al momento in Italia l'aspettativa di vita per un italiano medio è di 79,12 anni ponendosi al secondo posto nella classifica europea, mentre sale al primo posto per l'aspettativa di vita in salute che è pari a 71,20 anni.

Danimarca
Attualmente, in Danimarca, il 15% della popolazione ha più di 65 anni. Nel 2020, il 19% dei danesi avrà più di 65 anni, nel 2030 la percentuale sarà del 21% e nel 2040 del 23%.

La speranza di vita è di 76,7 anni; 74,3 per gli uomini e 79,0 per le donne.
La speranza di vita in buona salute è di 63,5 anni; 62,9 per gli uomini, e 64,1 per le donne.

Finlandia
In Finlandia, il 15% della popolazione ha più di 65 anni. Nel 2030, un finlandese su quattro avrà più di 65 anni e nel 2050 questa percentuale potrebbe diminuire, avvicinandosi alla media della UE. In questo momento, la speranza media di vita per un finlandese è di 77,4 anni (73,7 anni per gli uomini e 81,2 anni per le donne). La speranza di vita in buona salute per un finlandese è di 68,8 anni (66,1 anni per gli uomini e 71,5 anni per le donne).

Francia
Il 16% della popolazione francese ha più di 65 anni (il 21% ha più di 60 anni, vale a dire 12,1 milioni di persone). Questa cifra potrà raggiungere circa il 30% nel 2050. Ci potrebbero essere 4 milioni di persone con più di 80 anni nel 2020 e 7 milioni nel 2040.

In Francia, la speranza di vita è di 74,9 anni per gli uomini e 82,4 per le donne (cifre del INSEE 1999). Questa differenza tra i due sessi è la più elevata tra i paesi dell'Unione Europea. La speranza di vita delle donne francesi è la più alta del mondo, dopo le donne giapponesi. La speranza di vita degli uomini corrisponde a quella media dell'Unione Europea.

Le donne trascorrono quasi 8 anni in uno stato di incapacità o dipendenza e gli uomini quasi 5,5 anni. 1.417.000 persone di età maggiore a 60 anni si trovano in condizioni di incapacità/dipendenza fisica o mentale. Questa cifra potrebbe aumentare dal 6 al 14 % entro il 2010 e raggiungere il 50 % entro il 2040.

Germania
Attualmente, in Germania più del 16% della popolazione ha più di 65 anni (il 19,97% le donne e il 13,17% gli uomini). Questo significa che esiste attualmente in Germania un numero maggiore di persone con più di 65 anni rispetto al numero di persone con meno di 15 anni.

Nel 2030, più del 26% dei tedeschi avrà più di 65 anni (quasi il 29% donne e il 23,4% uomini). Nel 2050 si prevede che una donna su tre (32%) e un uomo su quattro (25%) in Germania avrà più di 65 anni.

In questo momento, la speranza media di vita in Germania è di 77,5 anni (74,4 per gli uomini e 80,6 per le donne). Statisticamente, un uomo che oggi ha 60 anni, vivrà altri 19 anni, mentre una donna della stessa età ha una speranza di vita di 83,3 anni.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in Germania la speranza di vita in buona salute è di 69,4 anni (67,4 anni per gli uomini e 71,5 anni per le donne).

Portogallo
Nel 2000, 1.533.800 persone in Portogallo avevano più di 64 anni (vale a dire il 15,3 % della popolazione totale).

Oggi , la speranza media di vita alla nascita per un portoghese è di 76,9 anni
(73,47 anni per gli uomini e 80,30 anni per le donne).

Attualmente, la speranza di vita in buona salute alla nascita per un portoghese è di 65,8 anni (62,2 anni per gli uomini e 69,4 anni per le donne).

Regno Unito
Attualmente, nel Regno Unito, il 18,1% della popolazione ha più di 65 anni. Nel 2031, circa un quarto della popolazione del Regno Unito (23%) avrà più di 65 anni. È previsto che questo aumento diminuisca e che nel 2051 circa il 24% della popolazione inglese avrà più di 65 anni.

In questo momento, la speranza media di vita di una persona nel Regno Unito è di 77,5 anni (75 per gli uomini e 79,9 per le donne). Anche se il Regno Unito non presenti una buona media di speranza di vita in buona salute, le ricerche preliminari valutano che tale indice sia inferiore di circa 10 anni alla speranza di vita totale.

Spagna
In Spagna il 16,2% della popolazione ha più di 65 anni. Mensilmente, circa 36.000 persone superano questo limite di età. La speranza di vita è all'incirca di 74,4 anni per gli uomini e 81,5 anni per le donne.

La speranza di vita per le persone che arrivano a 65 anni è di 16 anni per gli uomini e di 19,8 per le donne. In Spagna è stata vissuta una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda la speranza di vita, grazie ai miglioramenti della sanità pubblica, al progresso della tecnologia medica e al miglioramento delle condizioni di vita. L'85% della popolazione arriva alla "vecchiaia".

Attualmente esiste, in proporzione, un maggior numero di persone che superano i 65 anni perché si sono abbassati i tassi di mortalità infantile e di mortalità generale, oltre al fatto che ci sono meno giovani.

Unione Europea
Nell'UE, la speranza media di vita alla nascita è di 78,6 anni (74,7 anni per gli uomini e 82,5 anni per le donne).

Le cose si complicano se si vuole considerare la speranza di vita in buona salute nell'UE. Con l'aumento della speranza di vita alla nascita e nelle età avanzate, la qualità di questa stessa vita più lunga diventa il vero problema. Il concetto di speranza di vita in buona salute (detta anche speranza di una vita attiva o speranza di vita libera da disabilità) si riferisce al numero medio di anni in cui l'individuo non è soggetto a limitazioni funzionali dovute all'insorgere di una o più malattie croniche. È difficile fare un confronto preciso a tal riguardo tra i vari paesi, a causa delle differenze concettuali e di calcolo. Per maggiori informazioni visitare:
http://www.ifa-fiv.org/menu7_demographie/menu7_ageing_ang.htm
http://www.unece.org/stats/links.htm

Un europeo su tre ha più di 50 anni e uno su cinque più di 60 anni. All'inizio del XX secolo, la speranza di vita in Europa era di 47 anni, mentre cent'anni dopo raggiungeva i 65 anni.

Nel 2050, si pensa che la popolazione europea avrà una speranza di vita alla nascita di 77 anni, in media.

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Qual è l'età pensionistica e qual è l'età media di pensionamento (a causa del prepensionamento, ecc.)?

Italia
In Italia si distingue tra due tipi di pensione: la pensione di vecchiaia e la pensione di anzianità. Nel primo caso la pensione di vecchiaia si ottiene solo se si verificano tre condizioni essenziali: l'età corrispondente a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le donne, la contribuzione minima e la cessazione del rapporto di lavoro. Quest'ultimo requisito non è però necessario per i lavoratori autonomi, i quali possono chiedere la pensione e continuare la loro attività.
La pensione di anzianità, invece, si ottiene prima di aver compiuto l'età prevista per la pensione di vecchiaia. In questo caso è necessario però aver maturato una serie di requisiti, quali: 35 anni di contributi e 57 anni di età per i lavoratori dipendenti; 35 anni di contributi e 58 anni di età per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti). Inoltre nel caso in cui le due classi di lavoratori (dipendenti e autonomi) abbiano rispettivamente un'età contributiva pari a 37 e 40 anni la possibilità di andare in pensione prescinde dall'età.
Nel 2008 l'anzianità contributiva per i lavoratori dipendenti si eguaglierà a quella dei lavoratori autonomi salendo a 40 anni.

Danimarca
In Danimarca l'età pensionistica è fissata a 65 anni. Ma se sono stati compiuti 60 anni prima del 1 luglio 1999, si potrà andare in pensione a 67 anni. L'età media effettiva di pensionamento è di 61-62 anni.

Finlandia
In Finlandia l'età pensionistica è fissata a 65 anni, mentre è l'età media effettiva di pensionamento corrisponde a 59 anni.

Francia
Dal 1983, l'età pensionistica è di 60 anni. Ma, questo limite è inferiore per certi funzionari del settore pubblico (per esempio, il personale delle forze armate o i lavoratori delle ferrovie) e per le donne che abbiano avuto tre o più figli.

L'età media di pensionamento è in realtà di 61,8 anni. Le donne vanno in pensione a 62,5 anni, gli uomini a 60,5 anni.

Quasi il 10% della popolazione va in pensione prima dei 60 anni, il 57,3% tra i 60 e i 64 anni e il 33,2 % a 65 anni o più. La media dell'età delle persone in pensione è di 72 anni.

Attualmente, i francesi vivono in media 20 anni dopo il pensionamento, contro i 10,6 del 1975.

Germania
L'età pensionistica in Germania è fissata ai 65 anni, ma esistono regolamenti specifici a seconda dei gruppi professionali speciali. A causa del modo in cui sono organizzate le pensioni nel paese, non ci sono dati disponibili sull'età media generale di pensionamento.

Nel 2000, l'età media in cui le persone ricevevano la pensione di stato era di 57 anni. L'età media pensionistica per le persone che ricevevano la pensione attraverso l'assicurazione legale delle pensioni ("gesetzliche Rentenversicherung"; soprattutto impiegati) era di 60,2 anni (59,8 anni per gli uomini e 60,5 anni per le donne).

Portogallo
In Portogallo, l'età pensionistica è fissata ai 65 anni. Ciò nonostante, si può richiedere il pensionamento anticipato dai 55 anni in poi, sempre che la persona abbia lavorato per 30 anni completi (in tal caso, subirà una riduzione dell'importo della pensione).

In Portogallo, l'età media effettiva di pensionamento è di 65 anni per gli uomini e 62 per le donne.

Il 10,7% della popolazione totale portoghese con più di 64 anni si mantiene attiva.

Regno Unito
Nel Regno Unito non c'è un'età fissa obbligatoria per il pensionamento; si può continuare a lavorare fin quando si voglia. Esiste, tuttavia, un'età stabilita per avere diritto alla pensione di stato; questa è generalmente fissata a 60 anni per le donne e a 65 anni per gli uomini. Tra il 2010 e il 2020, l'età per avere diritto alla pensione statale dovrà aumentare per le donne. Il 6 aprile 2020, l'età per ricevere la pensione di stato sarà di 65 anni sia per gli uomini che per le donne.

Nonostante l'attuale differenza tra i sessi, per quanto riguarda il diritto al pensionamento di stato, l'età media per uomini e donne nel Regno Unito è di circa 65 anni. La più bassa nell'Unione Europea è di 59 anni, per le donne italiane; la più alta è di 67 anni per gli uomini e le donne danesi.

La Gran Bretagna, tra i paesi industrializzati, ha uno dei tassi di partecipazione di persone anziane nel mercato del lavoro più bassi. Soltanto il 5,2% delle persone con più di 65 anni ha un impiego remunerato, rispetto al 10,2% della Svezia, al 12,4% del EE.UU. e al 22,1% del Giappone.

Spagna
In Spagna la regola generale è il pensionamento a 65 anni. Questa è la condizione legale, anche se ci sono eccezioni sotto forma di prepensionamento.

L'invecchiamento sta causando una pressione notevole sui sistemi di previdenza sociale (pensioni e spesa sanitaria).

Unione Europea
Nonostante i sistemi varino da un paese all'altro, la maggior parte dei paesi europei ha fissato l'età pensionistica a 65 anni. Attualmente, l'età media effettiva di pensionamento in Europa è di 60 anni per le donne e 59,5 anni per gli uomini.
Nota: Dati relativi ai UE-15.

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Qual è la pensione minima di vecchiaia garantita per legge?

Italia
In Italia è previsto per legge un "trattamento minimo" (definito anche pensione minima), ovvero una sorta di integrazione che lo Stato, attraverso un organo specifico quale l'INPS, concede al pensionato che non ha maturato un livello di contributi tale da permettergli una pensione corrispondente al "minimo vitale". In questo caso l'importo della pensione maturata viene aumentato (integrato) sino a raggiungimento di una cifra stabilita di anno in anno dalla legge e che nel 2003 è pari a € 402.12.
In Italia è anche disponibile una pensione per invalidità permanente e inabilità al lavoro.

Danimarca
La legge danese sulle pensioni (Lov om social pension) del 2001 garantisce introiti fissi per tutti coloro che hanno più di 65 anni. La pensione nazionale si basa su criteri di residenza e reddito per chiunque abbia vissuto tra i 15 e i 65 anni di età in Danimarca per un minimo di dieci anni, cinque dei quali devono precedere immediatamente il pagamento della pensione.

Oltre a questo, esiste un Fondo Integrativo di Pensione del Mercato del Lavoro (ATP) conforme alla legge nazionale danese sulle pensioni integrative (Lov om Arbejdsmarkedets Tillægspension) dal 2001. È uno schema di sicurezza sociale obbligatoria per i funzionari con introiti che dipendono dalla durata dell'iscrizione e dai contributi versati.

Finlandia
La Legge Nazionale delle Pensioni (1956) garantisce un guadagno di base per tutte le persone con più di 65 anni, oltre all'assistenza sociale e al diritto costituzionale ai servizi. Oltre a questo, tutte le persone economicamente attive hanno un sistema di assicurazione. Quando questa pensione di cessazione del lavoro supera un determinato limite, non viene pagata nessuna pensione nazionale.

Francia
In Francia, il sistema pensionistico garantisce una pensione completa (50%) per le persone che abbiano 40 anni di contributi. Se non sono stati raggiunti, l'importo sarà inferiore. Esiste una pensione minima di 6.800 euro all'anno e un sussidio minimo, chiamato RMI, di circa 400 euro al mese per le persone sole. Oltre a questo, i servizi sociali forniscono vari ausili supplementari per gli anziani con basse pensioni: sussidio di alloggio, rimborso delle spese mediche, aiuto a domicilio, infermieri a domicilio, ecc.

Germania
In Germania, molte persone che lavorano direttamente per lo stato o in organizzazioni dipendenti della pubblica amministrazione ("Beamte", per esempio, funzionari pubblici, militari, giudici, ecc.) possono ricevere le pensioni pagate dallo stato ("öffentlich-rechtliches Altersicherungssystem").

La maggior parte degli impiegati normali sono legalmente obbligati a investire in un sistema legale di assicurazioni pensionistiche ("gesetzliche Rentenversicherung") che, dopo il pensionamento, pagherà una somma mensile proporzionale al suo precedente stipendio. In questo sistema, le persone attualmente attive devono guadagnare per pagare le pensioni degli anziani contemporanei. A causa delle modifiche al modello di età pensionabile della popolazione e al crescente sforzo che questo comporta per la popolazione attiva, questo sistema è stato una delle questioni politiche maggiormente dibattute negli ultimi anni in Germania. I lavoratori autonomi non sono obbligati per legge a investire in questo sistema ma possono farlo volontariamente.

Oltre a questo, molti tedeschi hanno piani integrativi di previdenza affinché, una volta andati in pensione, possano percepire un'adeguata mensilità.

Portogallo
In Portogallo, la Costituzione stabilisce in modo esplicito che tutti i portoghesi hanno diritto alla previdenza sociale, e la responsabilità della protezione degli anziani è di competenza dello Stato. Tutti gli enti patronali, compreso lo Stato stesso, contribuiscono mensilmente a un fondo che in seguito si tramuterà per l'impiegato in pensione.

Oltre a questo sistema, gli individui sono liberi di incrementare queste pensioni rivolgendosi al settore privato (banche e assicurazioni). La ricerca di queste integrazioni (genericamente chiamati PPR) è sempre maggiore.

Regno Unito
Attualmente, una pensione statale minima completa arriva a 75,50 sterline alla settimana (119,09 euro). Se la persona non ha versato alla Previdenza sociale per un numero di anni sufficiente (per esempio, se ha lavorato all'estero per la maggior parte della sua vita) avrà diritto solo a una parte della pensione statale.

In questi casi, e in quelli in cui la persona abbia solo la pensione statale, il governo la incrementerà fino alle 98,15 sterline (154,76 euro) per una persona sola o 149,80 sterline (236,21 euro) per una coppia. È detta "pensione minima garantita".

Dall'aprile 2003, il Credito di Pensione retribuirà i pensionati che abbiano risparmiato nel periodo di vita attiva o che continuano a lavorare dopo l'età pensionabile.

Il Servizio Nazionale Sanitario offre assistenza sanitaria gratuita a tutti i residenti nel Regno Unito, compreso i pensionati. In caso di handicap, viene fornita un'assistenza supplementare.

Spagna
In Spagna la pensione media è di circa 555 euro. La cifra esatta dipende dal numero di anni di lavoro dell'individuo e da quanto abbia versato alla previdenza sociale.

Unione Europea
In Europa, i sistemi di previdenza sociale differiscono da un paese all'altro. Ciò nonostante, l'Unione Europea ha elaborato di recente un elevato numero di documenti e studi al fine di promuovere una politica comune.

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I figli sono obbligati a mantenere i genitori?

Italia
Sì. In Italia i genitori in stato di bisogno hanno diritto a ricevere un assegno alimentare da parte del figlio, oppure di essere accolti e mantenuti nella sua casa a sua scelta. Se i figli sono più di uno, tutti devono concorrere al mantenimento del genitore in proporzione alle proprie condizioni economiche.

Danimarca
No.

Finlandia
No.

Francia
No, non c'è nessuna legge che obbliga i figli, anche se dispongano di un elevato stipendio, a mantenere i genitori, qualunque sia la loro età o stato di dipendenza. D'altro lato, i figli possono richiedere che un giudice li nomini responsabili dei genitori al fine di amministrare i beni di famiglia quando questi non ne siano più capaci.

Germania
In questo momento, in Germania, in determinate circostanze, i figli sono legalmente obbligati a mantenere i genitori. Gli anziani senza diritto alcuno di pensione e che non dispongono di fondi di pensione privati o non dispongono di beni propri, come tutte le persone bisognose, possono richiedere l'assistenza sociale. In tal caso, le autorità faranno appello a un appoggio finanziario da parte dei figli di queste persone, nel caso in cui lo stipendio superi un certo limite.

Dal 1 gennaio 2003, una nuova legge garantisce un sussidio minimo per tutti coloro che superano i 65 anni e che ne hanno bisogno. Se un figlio di questa persona guadagna più di 100.000 euro all'anno, sarà lui obbligato a pagare il mantenimento del genitore.

Portogallo
No.

Regno Unito
No. Nel Regno Unito, se un anziano deve andare in una casa di riposo, dovrà probabilmente vendere la propria casa per pagare questo tipo di assistenza. Se l'anziano non dovesse possedere proprietà, allora lo Stato pagherà la somma totale o parziale dell'assistenza concessa.

Spagna
In Spagna, i familiari, sia in linea discendente sia ascendente, sono obbligati a provvedere al sostentamento reciproco, secondo quanto prevede il Titolo VI "assistenza tra parenti", articoli 143-144 del Codice Civile Spagnolo.

Unione Europea
La Commissione e il Parlamento Europeo non hanno elaborato nessuna legislazione o raccomandazione in materia.

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È legale rifiutare le cure mediche?

Italia
Sì. Infatti nella sezione "Diritti e doveri del Cittadino" della costituzione italiana l'articolo 32 tutela il diritto alla vita affermando che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
Per i minorenni (al di sotto dei 18 anni) la situazione è più complicata in quanto la decisione di un eventuale rifiuto dei trattamenti medicali spetta ai genitori. Qualora però tale rifiuto possa in qualche modo determinare un aggravamento delle condizioni di salute o addirittura morte, il tribunale dei minori, dietro sollecito del medico curante, si prende carico del minorenne revoca temporaneamente la patria potestà dei genitori.

Danimarca
La legge nazionale danese sui diritti del malato (Lov om patienters retsstilling) del 1998 stabilisce che non si può iniziare né seguire alcuna cura senza il consenso del paziente. Una persona può sottoscrivere un Testamento di Vita in cui esprima la sua volontà riguardo alle cure.

Ci sono due eccezioni in cui i malati non possono rifiutare le cure. In caso di epidemia, il Ministro degli Interni può, su raccomandazione del Consiglio Nazionale della Salute, imporre l'inizio di una terapia obbligatoria. Così è stabilito dalla Legge Nazionale Danese per ordine delle autorità contro la diffusione di malattie (Lov om foranstaltninger mod smitsomme sygdomme) del 1979.

L'altra eccezione si presenta nel caso in cui vi siano persone con malattie mentali che possono essere in pericolo o mettere in pericolo le persone che le circondano. In questi casi, i pazienti potranno essere obbligati a ricevere le cure. Così è stabilito dalla Legge Nazionale Danese sulla perdita della libertà e altre costrizioni in psichiatria (Lov om frihedsberøvelse og anden tvang i psykiatrien) del 1998.

Finlandia
In Finlandia la legislazione sui malati è entrata in vigore nel 1993. Comprende i regolamenti sui diritti del malato alle cure mediche, e il diritto a rifiutare le cure se lo desiderano. Si può redigere un testamento scritto sulle terapie che, per esempio, può garantire che non verranno somministrate al malato terapie contro la sua volontà.

Francia
In Francia, un malato può rifiutare le terapie, ma non può farlo un medico. Secondo i principi stabiliti nel Codice Civile (articoli 16-1 e 16-3) relativi all'inviolabilità e all'integrità del corpo umano, un medico non può forzare una persona in grado di esprimere la propria volontà nell'accettare esami medici o terapie. Ma il medico deve informare il paziente su tutte le conseguenze del suo rifiuto e deve cercare di persuaderlo (articolo 35º del Codice di Etica Medica). Se, in casi eccezionali, un medico decida di smettere di curare un malato, dovrà garantire la continuità delle cure, affidando il paziente a un altro medico. I medici potranno agire senza prendere in considerazione i desideri del malato soltanto in caso di estrema urgenza, se la vita del malato è in pericolo o se il paziente è affetto da disturbi mentali o se rappresenta un pericolo per se stesso e per terzi. Qualsiasi medico che si rifiuti di aiutare una persona ferita o malata rischia di essere processato.

Germania
In Germania, tutti i malati hanno il diritto di scegliere i parametri delle cure mediche somministrategli. Tutte le persone capaci di intendere e volere possono sottoscrivere un "Testamento di Vita" che regoli le cure mediche nei casi in cui il paziente non sia in condizioni di esprimere la propria volontà. Questo potrà essere realizzato per iscritto o nominando una terza persona come confidente. Anche i minori di 18 anni potranno stillare un testamento di vita, ma in tal caso i medici dovranno ottenere il consenso del tutore legale.

Tuttavia, l'eutanasia attiva è illegale in Germania e non potrà essere praticata anche se ne viene fatta esplicita richiesta nel testamento del paziente.

Portogallo
Sì. Ciò nonostante, se c'è pericolo di vita, il rifiuto di ricevere una cura immediata può essere effettuato solo dalla persona interessata o dalla famiglia, se la persona fosse incapace di esprimere la propria volontà. In tal caso, anche il medico ha il diritto di rifiutarsi di continuare le cure al paziente.

Il Portogallo non dispone di una legislazione specifica sui Testamenti di Vita. Tuttavia, non esiste niente che possa impedire a qualcuno di sottoscrivere tale testamento nel quale dichiara, per esempio, di voler essere lasciato morire nel caso si trovasse in uno stato vegetativo cronico.

Regno Unito
Nel Regno Unito, è legale che un adulto rifiuti una cura medica, anche se tale gesto possa ridurre la sua speranza di vita. Costituiscono eccezioni i malati in cura per problemi mentali e quelli protetti dalla Legge sulla Salute Mentale del 1983.

La situazione dei ragazzi di età inferiore ai 18 anni non è molto chiara ed aiuta i bambini che seguono una terapia. In alcuni casi, i minori di 18 anni possono dare il consenso per continuare una cura, anche se questo vada contro la volontà dei genitori. Tuttavia, se un ragazzo minorenne rifiuta una terapia, i genitori possono annullare tale decisione. In casi estremi, è possibile ricorrere al tribunale per stabilire se il medico dovrà o meno continuare la terapia.

Spagna

In Spagna è legale rifiutare le cure mediche, secondo l'articolo 10.9 della Legge Generale di Sanità 14/1986, del 25 aprile 1986:

"Tutti hanno i seguenti diritti riguardo alle diverse amministrazioni pubbliche sanitarie: (9) Rifiutare le cure nei casi indicati nella sezione 6; per il quale dovrebbero richiedere il periodo contributivo volontario, secondo i termini stabiliti nella sezione 4 del seguente articolo."

Articolo 6 "Sulla libera scelta tra le opzioni presentate dal medico responsabile del caso, è necessario un previo consenso scritto dell'utente per la realizzazione di qualsiasi intervento, eccetto nei seguenti casi:
a) Quando il non intervento presuppone un rischio per la salute pubblica.
b) Quando è incapace di prendere decisioni; nel cui caso, tale diritto spetterà ai familiari o alle persone a lui prossime.
c) Quando l'urgenza non consente di aspettare a causa di possibili danni irreversibili o in caso di pericolo di morte."

Unione Europea
La Commissione e il Parlamento Europeo non hanno elaborato nessuna legislazione o raccomandazione in materia.

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È legale l'eutanasia?

Italia
No, in quanto la legislazione Italiana considera ogni atto di eutanasia attiva (ovvero di suicidio assistito) come un reato punibile con una pena da 5 a 16 anni. Tale principio è espressione dall'articolo 5 del Codice Civile italiano. L'eutanasia è possibile sono in casi particolari quali quello di morte cerebrale. In questo caso però viene definita eutanasia passiva e non è punibile per legge.

Danimarca
La legge nazionale danese sui diritti del malato (Lov om patienters retsstilling) del 1998 stabilisce che l'eutanasia passiva, così come la sospensione delle terapie in pazienti terminali, è legale. Mentre l'eutanasia attiva, o suicidio assistito, non lo è.

Finlandia
La legislazione sui malati comprende anche un regolamento sull'eutanasia. In Finlandia, si fa una distinzione tra eutanasia attiva e passiva. L'eutanasia attiva non è legale. Mentre al contrario, l'eutanasia passiva, come la sospensione delle cure in un malato allo stadio terminale, è permessa.

Francia
No. L'eutanasia è proibita in Francia, anche se praticata da un professionista della salute o da qualsiasi altra persona, in quanto "nessuno ha il diritto di procurare volontariamente la morte " (Codice di Etica Medica, articolo 38). L'eutanasia è considerata incompatibile con la legge, la pratica medica e l'etica, ed espone il professionista della salute al pericolo di essere sottoposto a un processo criminale o disciplinare. In pratica, viene tollerata la "astensione terapeutica " (conosciuta anche come eutanasia "passiva")che consiste nell'interrompere la terapia (come i congegni di supporto cardiaco o respiratorio) ai malati terminali.

Germania
Visto che in Germania, il suicidio non costituisce delitto, il suicidio assistito in generale non viene considerato un delitto, sempre che l'ultima fase della morte (per esempio, l'ingestione di un veleno) sia praticata dallo stesso suicida. Tuttavia, se la persona che assiste al suicida è un parente prossimo o un medico, questi potrà essere processato perché considerato responsabile della vita del malato o del parente.

Qualunque tipo di eutanasia è illegale in Germania, anche se la persona interessata insista. Comunque, l'eutanasia è stata spesso oggetto di dibattito, soprattutto da quando quella attiva è diventata legale in Olanda.

Portogallo
In Portogallo il dibattito sull'eutanasia non è particolarmente controverso. Si effettua una distinzione tra eutanasia attiva e passiva (chiamata anche suicidio assistito). Entrambi sono illegali e punibili con la detenzione (fino a 3 anni di carcere).

Regno Unito
La Legge dei Diritti Umani del 1998, stabilisce che il diritto della persona alla vita sia protetto per legge.

Nel Regno Unito è illegale aiutare un individuo a commettere suicidio. Recentemente, il tribunale aveva negato al marito di Diane Pretty, una donna con gravissimi problemi di salute, l'autorizzazione ad aiutare la moglie a morire. La natura della sua incurabile malattia le impediva di togliersi la vita senza un aiuto esterno. Secondo la legislazione inglese, la donna poteva scegliere di morire ma se in grado fisicamente di compiere il gesto da sola.

L'eutanasia è un reato penale e pertanto viene trattato come assassinio, e può essere punito con il carcere a vita. Ciò nonostante, è legale che un malato rifiuti una terapia destinata a prolungargli la vita.

In alcuni casi, la terapia può essere sospesa dagli stessi medici se essi ritengono che sia inutile continuarla o se non produce alcun tipo di miglioramento.

Spagna
In Spagna, l'eutanasia o il suicidio assistito sono considerati dei crimini secondo l'articolo 143.4 del Codice Penale, Legge Organica 10/1995, del 23 novembre:
"Chiunque causi o cooperi attivamente mediante un'azione diretta o necessaria alla morte di un individuo, in seguito a richiesta esplicita, seria e inequivocabile di questi, anche se la vittima soffrisse di una grave malattia che lo porterebbe inevitabilmente alla morte, o che producesse gravi sofferenze permanenti e difficili da sopportare, sarà punito con una pena inferiore di uno o due gradi a quelle segnalate ai punti 2 e 3 di questo articolo"

Unione Europea
La Commissione e il Parlamento Europeo non hanno elaborato nessuna legislazione o raccomandazione in materia.

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