La previsione della longevità umana comporta importanti
implicazioni nelle politiche pubbliche: influisce sulla percentuale
dei contributi della popolazione attiva, sulle prestazioni
degli attuali beneficiari e sulla situazione economica delle
generazioni future.
Nell'Unione Europea, la speranza di vita è di 78,6
anni (74,7 anni per gli uomini e 82,5 per le donne).
Nell'Unione Europea, la speranza di vita in buona salute
è di 70,4 anni per tutti i cittadini (68,2 per gli
uomini e 72,6 per le donne). L'indice di dipendenza misura
la differenza tra le persone che fanno parte della popolazione
attiva e quelli che non vi fanno parte. L'indice di dipendenza
economica tiene in considerazione anche il numero di disoccupati.
Logicamente, per effettuare una pianificazione a largo raggio
è molto più difficile valutare il tasso di impiego
che le tendenze demografiche, come il tasso di natalità
e di mortalità.
Prima di analizzare le differenze legali tra i vari paesi,
confrontiamo i dati demografici e le tendenze previste nei
diversi paesi.
Scopri le risposte
sui seguenti temi.
Quale percentuale della popolazione ha più
di 65 anni e quali sono le previsioni per questo gruppo nel
futuro? Qual è la speranza di vita e la speranza di
vita in buona salute in questo momento?
Qual è l'età pensionistica e qual
è l'età media di pensionamento (a causa del
prepensionamento, ecc.)?
Qual è la pensione minima di vecchiaia
garantita per legge?
I figli sono obbligati a mantenere i genitori?
È legale rifiutare le cure mediche?
È legale l'eutanasia?
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dei singoli paesi.
Quale
percentuale della popolazione ha più di 65 anni e quali
sono le previsioni per questo gruppo nel futuro? Qual è
la speranza di vita e la speranza di vita in buona salute
in questo momento?
Italia
Attualmente
in Italia il 18% della popolazione è al di sopra dei
65 anni di età. Secondo molte previsioni nel 2030 la
popolazione al di sopra dei 65 anni costituirà quasi
il 30% della popolazione totale. In particolare in un intervallo
di tempo compreso tra l'anno 2000 e l'anno 2050 si avrà
un sensibile spostamento del profilo di età verso età
maggiori di 65 anni. Infatti si prevede un aumento della popolazione
al di sopra dei 65 anni pari al 75%, con un ritmo particolarmente
accelerato intorno al 2030. Viceversa, il numero di giovani
e di adulti dovrebbe subire importanti decrementi pari a circa
il 28% della popolazione iniziale.
Al momento in Italia l'aspettativa di vita per un italiano
medio è di 79,12 anni ponendosi al secondo posto nella
classifica europea, mentre sale al primo posto per l'aspettativa
di vita in salute che è pari a 71,20 anni.
Danimarca
Attualmente,
in Danimarca, il 15% della popolazione ha più di 65
anni. Nel 2020, il 19% dei danesi avrà più di
65 anni, nel 2030 la percentuale sarà del 21% e nel
2040 del 23%.
La speranza di vita è
di 76,7 anni; 74,3 per gli uomini e 79,0 per le donne.
La speranza di vita in buona salute è di 63,5 anni;
62,9 per gli uomini, e 64,1 per le donne.
Finlandia
In
Finlandia, il 15% della popolazione ha più di 65 anni.
Nel 2030, un finlandese su quattro avrà più
di 65 anni e nel 2050 questa percentuale potrebbe diminuire,
avvicinandosi alla media della UE. In questo momento, la speranza
media di vita per un finlandese è di 77,4 anni (73,7
anni per gli uomini e 81,2 anni per le donne). La speranza
di vita in buona salute per un finlandese è di 68,8
anni (66,1 anni per gli uomini e 71,5 anni per le donne).
Francia
Il
16% della popolazione francese ha più di 65 anni (il
21% ha più di 60 anni, vale a dire 12,1 milioni di
persone). Questa cifra potrà raggiungere circa il 30%
nel 2050. Ci potrebbero essere 4 milioni di persone con più
di 80 anni nel 2020 e 7 milioni nel 2040.
In Francia, la speranza di vita
è di 74,9 anni per gli uomini e 82,4 per le donne (cifre
del INSEE 1999). Questa differenza tra i due sessi è
la più elevata tra i paesi dell'Unione Europea. La
speranza di vita delle donne francesi è la più
alta del mondo, dopo le donne giapponesi. La speranza di vita
degli uomini corrisponde a quella media dell'Unione Europea.
Le donne trascorrono quasi
8 anni in uno stato di incapacità o dipendenza e gli
uomini quasi 5,5 anni. 1.417.000 persone di età maggiore
a 60 anni si trovano in condizioni di incapacità/dipendenza
fisica o mentale. Questa cifra potrebbe aumentare dal 6 al
14 % entro il 2010 e raggiungere il 50 % entro il 2040.
Germania
Attualmente,
in Germania più del 16% della popolazione ha più
di 65 anni (il 19,97% le donne e il 13,17% gli uomini). Questo
significa che esiste attualmente in Germania un numero maggiore
di persone con più di 65 anni rispetto al numero di
persone con meno di 15 anni.
Nel 2030, più del 26%
dei tedeschi avrà più di 65 anni (quasi il 29%
donne e il 23,4% uomini). Nel 2050 si prevede che una donna
su tre (32%) e un uomo su quattro (25%) in Germania avrà
più di 65 anni.
In questo momento, la speranza
media di vita in Germania è di 77,5 anni (74,4 per
gli uomini e 80,6 per le donne). Statisticamente, un uomo
che oggi ha 60 anni, vivrà altri 19 anni, mentre una
donna della stessa età ha una speranza di vita di 83,3
anni.
Secondo l'Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS), in Germania la speranza
di vita in buona salute è di 69,4 anni (67,4 anni per
gli uomini e 71,5 anni per le donne).
Portogallo
Nel
2000, 1.533.800 persone in Portogallo avevano più di
64 anni (vale a dire il 15,3 % della popolazione totale).
Oggi , la speranza media di vita alla nascita
per un portoghese è di 76,9 anni
(73,47 anni per gli uomini e 80,30 anni per le donne).
Attualmente, la speranza di vita in buona
salute alla nascita per un portoghese è di 65,8 anni
(62,2 anni per gli uomini e 69,4 anni per le donne).
Regno
Unito
Attualmente,
nel Regno Unito, il 18,1% della popolazione ha più
di 65 anni. Nel 2031, circa un quarto della popolazione del
Regno Unito (23%) avrà più di 65 anni. È
previsto che questo aumento diminuisca e che nel 2051 circa
il 24% della popolazione inglese avrà più di
65 anni.
In questo momento, la speranza media di vita
di una persona nel Regno Unito è di 77,5 anni (75 per
gli uomini e 79,9 per le donne). Anche se il Regno Unito non
presenti una buona media di speranza di vita in buona salute,
le ricerche preliminari valutano che tale indice sia inferiore
di circa 10 anni alla speranza di vita totale.
Spagna
In
Spagna il 16,2% della popolazione ha più di 65 anni.
Mensilmente, circa 36.000 persone superano questo limite di
età. La speranza di vita è all'incirca di 74,4
anni per gli uomini e 81,5 anni per le donne.
La speranza di vita per le persone che arrivano
a 65 anni è di 16 anni per gli uomini e di 19,8 per
le donne. In Spagna è stata vissuta una vera e propria
rivoluzione per quanto riguarda la speranza di vita, grazie
ai miglioramenti della sanità pubblica, al progresso
della tecnologia medica e al miglioramento delle condizioni
di vita. L'85% della popolazione arriva alla "vecchiaia".
Attualmente esiste, in proporzione, un maggior
numero di persone che superano i 65 anni perché si
sono abbassati i tassi di mortalità infantile e di
mortalità generale, oltre al fatto che ci sono meno
giovani.
Unione
Europea
Nell'UE,
la speranza media di vita alla nascita è di 78,6 anni
(74,7 anni per gli uomini e 82,5 anni per le donne).
Le cose si complicano se si vuole
considerare la speranza di vita in buona salute nell'UE. Con
l'aumento della speranza di vita alla nascita e nelle età
avanzate, la qualità di questa stessa vita più
lunga diventa il vero problema. Il concetto di speranza di
vita in buona salute (detta anche speranza di una vita attiva
o speranza di vita libera da disabilità) si riferisce
al numero medio di anni in cui l'individuo non è soggetto
a limitazioni funzionali dovute all'insorgere di una o più
malattie croniche. È difficile fare un confronto preciso
a tal riguardo tra i vari paesi, a causa delle differenze
concettuali e di calcolo. Per maggiori informazioni visitare:
http://www.ifa-fiv.org/menu7_demographie/menu7_ageing_ang.htm
http://www.unece.org/stats/links.htm
Un europeo su tre ha più
di 50 anni e uno su cinque più di 60 anni. All'inizio
del XX secolo, la speranza di vita in Europa era di 47 anni,
mentre cent'anni dopo raggiungeva i 65 anni.
Nel 2050, si pensa che
la popolazione europea avrà una speranza di vita alla
nascita di 77 anni, in media.
[Torna alla
lista delle domande]
Qual
è l'età pensionistica e qual è l'età
media di pensionamento (a causa del prepensionamento, ecc.)?
Italia
In
Italia si distingue tra due tipi di pensione: la pensione
di vecchiaia e la pensione di anzianità. Nel primo
caso la pensione di vecchiaia si ottiene solo se si verificano
tre condizioni essenziali: l'età corrispondente a 65
anni per gli uomini e a 60 anni per le donne, la contribuzione
minima e la cessazione del rapporto di lavoro. Quest'ultimo
requisito non è però necessario per i lavoratori
autonomi, i quali possono chiedere la pensione e continuare
la loro attività.
La pensione di anzianità, invece, si ottiene prima
di aver compiuto l'età prevista per la pensione di
vecchiaia. In questo caso è necessario però
aver maturato una serie di requisiti, quali: 35 anni di contributi
e 57 anni di età per i lavoratori dipendenti; 35 anni
di contributi e 58 anni di età per i lavoratori autonomi
(artigiani, commercianti e coltivatori diretti). Inoltre nel
caso in cui le due classi di lavoratori (dipendenti e autonomi)
abbiano rispettivamente un'età contributiva pari a
37 e 40 anni la possibilità di andare in pensione prescinde
dall'età.
Nel 2008 l'anzianità contributiva per i lavoratori
dipendenti si eguaglierà a quella dei lavoratori autonomi
salendo a 40 anni.
Danimarca
In
Danimarca l'età pensionistica è fissata a 65
anni. Ma se sono stati compiuti 60 anni prima del 1 luglio
1999, si potrà andare in pensione a 67 anni. L'età
media effettiva di pensionamento è di 61-62 anni.
Finlandia
In
Finlandia l'età pensionistica è fissata a 65
anni, mentre è l'età media effettiva di pensionamento
corrisponde a 59 anni.
Francia
Dal
1983, l'età pensionistica è di 60 anni. Ma,
questo limite è inferiore per certi funzionari del
settore pubblico (per esempio, il personale delle forze armate
o i lavoratori delle ferrovie) e per le donne che abbiano
avuto tre o più figli.
L'età media di pensionamento
è in realtà di 61,8 anni. Le donne vanno in
pensione a 62,5 anni, gli uomini a 60,5 anni.
Quasi il 10% della popolazione
va in pensione prima dei 60 anni, il 57,3% tra i 60 e i 64
anni e il 33,2 % a 65 anni o più. La media dell'età
delle persone in pensione è di 72 anni.
Attualmente, i francesi
vivono in media 20 anni dopo il pensionamento, contro i 10,6
del 1975.
Germania
L'età
pensionistica in Germania è fissata ai 65 anni, ma
esistono regolamenti specifici a seconda dei gruppi professionali
speciali. A causa del modo in cui sono organizzate le pensioni
nel paese, non ci sono dati disponibili sull'età media
generale di pensionamento.
Nel 2000, l'età
media in cui le persone ricevevano la pensione di stato era
di 57 anni. L'età media pensionistica per le persone
che ricevevano la pensione attraverso l'assicurazione legale
delle pensioni ("gesetzliche Rentenversicherung";
soprattutto impiegati) era di 60,2 anni (59,8 anni per gli
uomini e 60,5 anni per le donne).
Portogallo
In
Portogallo, l'età pensionistica è fissata ai
65 anni. Ciò nonostante, si può richiedere il
pensionamento anticipato dai 55 anni in poi, sempre che la
persona abbia lavorato per 30 anni completi (in tal caso,
subirà una riduzione dell'importo della pensione).
In Portogallo, l'età media effettiva
di pensionamento è di 65 anni per gli uomini e 62 per
le donne.
Il 10,7% della popolazione totale portoghese
con più di 64 anni si mantiene attiva.
Regno
Unito
Nel
Regno Unito non c'è un'età fissa obbligatoria
per il pensionamento; si può continuare a lavorare
fin quando si voglia. Esiste, tuttavia, un'età stabilita
per avere diritto alla pensione di stato; questa è
generalmente fissata a 60 anni per le donne e a 65 anni per
gli uomini. Tra il 2010 e il 2020, l'età per avere
diritto alla pensione statale dovrà aumentare per le
donne. Il 6 aprile 2020, l'età per ricevere la pensione
di stato sarà di 65 anni sia per gli uomini che per
le donne.
Nonostante l'attuale differenza tra i sessi,
per quanto riguarda il diritto al pensionamento di stato,
l'età media per uomini e donne nel Regno Unito è
di circa 65 anni. La più bassa nell'Unione Europea
è di 59 anni, per le donne italiane; la più
alta è di 67 anni per gli uomini e le donne danesi.
La Gran Bretagna, tra i paesi industrializzati,
ha uno dei tassi di partecipazione di persone anziane nel
mercato del lavoro più bassi. Soltanto il 5,2% delle
persone con più di 65 anni ha un impiego remunerato,
rispetto al 10,2% della Svezia, al 12,4% del EE.UU. e al 22,1%
del Giappone.
Spagna
In
Spagna la regola generale è il pensionamento a 65 anni.
Questa è la condizione legale, anche se ci sono eccezioni
sotto forma di prepensionamento.
L'invecchiamento sta causando
una pressione notevole sui sistemi di previdenza sociale (pensioni
e spesa sanitaria).
Unione
Europea
Nonostante i sistemi
varino da un paese all'altro, la maggior parte dei paesi europei
ha fissato l'età pensionistica a 65 anni. Attualmente,
l'età media effettiva di pensionamento in Europa è
di 60 anni per le donne e 59,5 anni per gli uomini.
Nota: Dati relativi ai UE-15.
[Torna alla
lista delle domande]
Qual
è la pensione minima di vecchiaia garantita per legge?
Italia
In
Italia è previsto per legge un "trattamento minimo"
(definito anche pensione minima), ovvero una sorta di integrazione
che lo Stato, attraverso un organo specifico quale l'INPS,
concede al pensionato che non ha maturato un livello di contributi
tale da permettergli una pensione corrispondente al "minimo
vitale". In questo caso l'importo della pensione maturata
viene aumentato (integrato) sino a raggiungimento di una cifra
stabilita di anno in anno dalla legge e che nel 2003 è
pari a € 402.12.
In Italia è anche disponibile una pensione per invalidità
permanente e inabilità al lavoro.
Danimarca
La
legge danese sulle pensioni (Lov om social pension) del 2001
garantisce introiti fissi per tutti coloro che hanno più
di 65 anni. La pensione nazionale si basa su criteri di residenza
e reddito per chiunque abbia vissuto tra i 15 e i 65 anni
di età in Danimarca per un minimo di dieci anni, cinque
dei quali devono precedere immediatamente il pagamento della
pensione.
Oltre a questo, esiste
un Fondo Integrativo di Pensione del Mercato del Lavoro (ATP)
conforme alla legge nazionale danese sulle pensioni integrative
(Lov om Arbejdsmarkedets Tillægspension) dal 2001. È
uno schema di sicurezza sociale obbligatoria per i funzionari
con introiti che dipendono dalla durata dell'iscrizione e
dai contributi versati.
Finlandia
La
Legge Nazionale delle Pensioni (1956) garantisce un guadagno
di base per tutte le persone con più di 65 anni, oltre
all'assistenza sociale e al diritto costituzionale ai servizi.
Oltre a questo, tutte le persone economicamente attive hanno
un sistema di assicurazione. Quando questa pensione di cessazione
del lavoro supera un determinato limite, non viene pagata
nessuna pensione nazionale.
Francia
In
Francia, il sistema pensionistico garantisce una pensione
completa (50%) per le persone che abbiano 40 anni di contributi.
Se non sono stati raggiunti, l'importo sarà inferiore.
Esiste una pensione minima di 6.800 euro all'anno e un sussidio
minimo, chiamato RMI, di circa 400 euro al mese per le persone
sole. Oltre a questo, i servizi sociali forniscono vari ausili
supplementari per gli anziani con basse pensioni: sussidio
di alloggio, rimborso delle spese mediche, aiuto a domicilio,
infermieri a domicilio, ecc.
Germania
In
Germania, molte persone che lavorano direttamente per lo stato
o in organizzazioni dipendenti della pubblica amministrazione
("Beamte", per esempio, funzionari pubblici, militari,
giudici, ecc.) possono ricevere le pensioni pagate dallo stato
("öffentlich-rechtliches Altersicherungssystem").
La maggior parte degli impiegati
normali sono legalmente obbligati a investire in un sistema
legale di assicurazioni pensionistiche ("gesetzliche
Rentenversicherung") che, dopo il pensionamento, pagherà
una somma mensile proporzionale al suo precedente stipendio.
In questo sistema, le persone attualmente attive devono guadagnare
per pagare le pensioni degli anziani contemporanei. A causa
delle modifiche al modello di età pensionabile della
popolazione e al crescente sforzo che questo comporta per
la popolazione attiva, questo sistema è stato una delle
questioni politiche maggiormente dibattute negli ultimi anni
in Germania. I lavoratori autonomi non sono obbligati per
legge a investire in questo sistema ma possono farlo volontariamente.
Oltre a questo, molti tedeschi
hanno piani integrativi di previdenza affinché, una
volta andati in pensione, possano percepire un'adeguata mensilità.
Portogallo
In
Portogallo, la Costituzione stabilisce in modo esplicito che
tutti i portoghesi hanno diritto alla previdenza sociale,
e la responsabilità della protezione degli anziani
è di competenza dello Stato. Tutti gli enti patronali,
compreso lo Stato stesso, contribuiscono mensilmente a un
fondo che in seguito si tramuterà per l'impiegato in
pensione.
Oltre a questo sistema, gli individui sono
liberi di incrementare queste pensioni rivolgendosi al settore
privato (banche e assicurazioni). La ricerca di queste integrazioni
(genericamente chiamati PPR) è sempre maggiore.
Regno
Unito
Attualmente,
una pensione statale minima completa arriva a 75,50 sterline
alla settimana (119,09 euro). Se la persona non ha versato
alla Previdenza sociale per un numero di anni sufficiente
(per esempio, se ha lavorato all'estero per la maggior parte
della sua vita) avrà diritto solo a una parte della
pensione statale.
In questi casi, e in quelli in cui la persona
abbia solo la pensione statale, il governo la incrementerà
fino alle 98,15 sterline (154,76 euro) per una persona sola
o 149,80 sterline (236,21 euro) per una coppia. È detta
"pensione minima garantita".
Dall'aprile 2003, il Credito di Pensione retribuirà
i pensionati che abbiano risparmiato nel periodo di vita attiva
o che continuano a lavorare dopo l'età pensionabile.
Il Servizio Nazionale Sanitario offre assistenza
sanitaria gratuita a tutti i residenti nel Regno Unito, compreso
i pensionati. In caso di handicap, viene fornita un'assistenza
supplementare.
Spagna
In Spagna la pensione
media è di circa 555 euro. La cifra esatta dipende
dal numero di anni di lavoro dell'individuo e da quanto abbia
versato alla previdenza sociale.
Unione
Europea
In Europa, i sistemi di previdenza sociale
differiscono da un paese all'altro. Ciò nonostante,
l'Unione Europea ha elaborato di recente un elevato numero
di documenti e studi al fine di promuovere una politica comune.
[Torna alla
lista delle domande]
I
figli sono obbligati a mantenere i genitori?
Italia
Sì.
In Italia i genitori in stato di bisogno hanno diritto a ricevere
un assegno alimentare da parte del figlio, oppure di essere
accolti e mantenuti nella sua casa a sua scelta. Se i figli
sono più di uno, tutti devono concorrere al mantenimento
del genitore in proporzione alle proprie condizioni economiche.
Danimarca
No.
Finlandia
No.
Francia
No,
non c'è nessuna legge che obbliga i figli, anche se
dispongano di un elevato stipendio, a mantenere i genitori,
qualunque sia la loro età o stato di dipendenza. D'altro
lato, i figli possono richiedere che un giudice li nomini
responsabili dei genitori al fine di amministrare i beni di
famiglia quando questi non ne siano più capaci.
Germania
In
questo momento, in Germania, in determinate circostanze, i
figli sono legalmente obbligati a mantenere i genitori. Gli
anziani senza diritto alcuno di pensione e che non dispongono
di fondi di pensione privati o non dispongono di beni propri,
come tutte le persone bisognose, possono richiedere l'assistenza
sociale. In tal caso, le autorità faranno appello a
un appoggio finanziario da parte dei figli di queste persone,
nel caso in cui lo stipendio superi un certo limite.
Dal 1 gennaio 2003, una
nuova legge garantisce un sussidio minimo per tutti coloro
che superano i 65 anni e che ne hanno bisogno. Se un figlio
di questa persona guadagna più di 100.000 euro all'anno,
sarà lui obbligato a pagare il mantenimento del genitore.
Portogallo
No.
Regno
Unito
No.
Nel Regno Unito, se un anziano deve andare in una casa di
riposo, dovrà probabilmente vendere la propria casa
per pagare questo tipo di assistenza. Se l'anziano non dovesse
possedere proprietà, allora lo Stato pagherà
la somma totale o parziale dell'assistenza concessa.
Spagna
In Spagna, i familiari,
sia in linea discendente sia ascendente, sono obbligati a
provvedere al sostentamento reciproco, secondo quanto prevede
il Titolo VI "assistenza tra parenti", articoli
143-144 del Codice Civile Spagnolo.
Unione
Europea
La Commissione e il Parlamento Europeo non
hanno elaborato nessuna legislazione o raccomandazione in
materia.
[Torna alla
lista delle domande]
È
legale rifiutare le cure mediche?
Italia
Sì.
Infatti nella sezione "Diritti e doveri del Cittadino"
della costituzione italiana l'articolo 32 tutela il diritto
alla vita affermando che nessuno può essere obbligato
ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione
di legge.
Per i minorenni (al di sotto dei 18 anni) la situazione è
più complicata in quanto la decisione di un eventuale
rifiuto dei trattamenti medicali spetta ai genitori. Qualora
però tale rifiuto possa in qualche modo determinare
un aggravamento delle condizioni di salute o addirittura morte,
il tribunale dei minori, dietro sollecito del medico curante,
si prende carico del minorenne revoca temporaneamente la patria
potestà dei genitori.
Danimarca
La
legge nazionale danese sui diritti del malato (Lov om patienters
retsstilling) del 1998 stabilisce che non si può iniziare
né seguire alcuna cura senza il consenso del paziente.
Una persona può sottoscrivere un Testamento di Vita
in cui esprima la sua volontà riguardo alle cure.
Ci sono due eccezioni in cui
i malati non possono rifiutare le cure. In caso di epidemia,
il Ministro degli Interni può, su raccomandazione del
Consiglio Nazionale della Salute, imporre l'inizio di una
terapia obbligatoria. Così è stabilito dalla
Legge Nazionale Danese per ordine delle autorità contro
la diffusione di malattie (Lov om foranstaltninger mod smitsomme
sygdomme) del 1979.
L'altra eccezione si presenta
nel caso in cui vi siano persone con malattie mentali che
possono essere in pericolo o mettere in pericolo le persone
che le circondano. In questi casi, i pazienti potranno essere
obbligati a ricevere le cure. Così è stabilito
dalla Legge Nazionale Danese sulla perdita della libertà
e altre costrizioni in psichiatria (Lov om frihedsberøvelse
og anden tvang i psykiatrien) del 1998.
Finlandia
In
Finlandia la legislazione sui malati è entrata in vigore
nel 1993. Comprende i regolamenti sui diritti del malato alle
cure mediche, e il diritto a rifiutare le cure se lo desiderano.
Si può redigere un testamento scritto sulle terapie
che, per esempio, può garantire che non verranno somministrate
al malato terapie contro la sua volontà.
Francia
In
Francia, un malato può rifiutare le terapie, ma non
può farlo un medico. Secondo i principi stabiliti nel
Codice Civile (articoli 16-1 e 16-3) relativi all'inviolabilità
e all'integrità del corpo umano, un medico non può
forzare una persona in grado di esprimere la propria volontà
nell'accettare esami medici o terapie. Ma il medico deve informare
il paziente su tutte le conseguenze del suo rifiuto e deve
cercare di persuaderlo (articolo 35º del Codice di Etica
Medica). Se, in casi eccezionali, un medico decida di smettere
di curare un malato, dovrà garantire la continuità
delle cure, affidando il paziente a un altro medico. I medici
potranno agire senza prendere in considerazione i desideri
del malato soltanto in caso di estrema urgenza, se la vita
del malato è in pericolo o se il paziente è
affetto da disturbi mentali o se rappresenta un pericolo per
se stesso e per terzi. Qualsiasi medico che si rifiuti di
aiutare una persona ferita o malata rischia di essere processato.
Germania
In
Germania, tutti i malati hanno il diritto di scegliere i parametri
delle cure mediche somministrategli. Tutte le persone capaci
di intendere e volere possono sottoscrivere un "Testamento
di Vita" che regoli le cure mediche nei casi in cui il
paziente non sia in condizioni di esprimere la propria volontà.
Questo potrà essere realizzato per iscritto o nominando
una terza persona come confidente. Anche i minori di 18 anni
potranno stillare un testamento di vita, ma in tal caso i
medici dovranno ottenere il consenso del tutore legale.
Tuttavia, l'eutanasia attiva è illegale
in Germania e non potrà essere praticata anche se ne
viene fatta esplicita richiesta nel testamento del paziente.
Portogallo
Sì.
Ciò nonostante, se c'è pericolo di vita, il
rifiuto di ricevere una cura immediata può essere effettuato
solo dalla persona interessata o dalla famiglia, se la persona
fosse incapace di esprimere la propria volontà. In
tal caso, anche il medico ha il diritto di rifiutarsi di continuare
le cure al paziente.
Il Portogallo non dispone di una legislazione
specifica sui Testamenti di Vita. Tuttavia, non esiste niente
che possa impedire a qualcuno di sottoscrivere tale testamento
nel quale dichiara, per esempio, di voler essere lasciato
morire nel caso si trovasse in uno stato vegetativo cronico.
Regno
Unito
Nel
Regno Unito, è legale che un adulto rifiuti una cura
medica, anche se tale gesto possa ridurre la sua speranza
di vita. Costituiscono eccezioni i malati in cura per problemi
mentali e quelli protetti dalla Legge sulla Salute Mentale
del 1983.
La situazione dei ragazzi di età inferiore
ai 18 anni non è molto chiara ed aiuta i bambini che
seguono una terapia. In alcuni casi, i minori di 18 anni possono
dare il consenso per continuare una cura, anche se questo
vada contro la volontà dei genitori. Tuttavia, se un
ragazzo minorenne rifiuta una terapia, i genitori possono
annullare tale decisione. In casi estremi, è possibile
ricorrere al tribunale per stabilire se il medico dovrà
o meno continuare la terapia.
Spagna
In
Spagna è legale rifiutare le cure mediche, secondo
l'articolo 10.9 della Legge Generale di Sanità 14/1986,
del 25 aprile 1986:
"Tutti hanno i seguenti diritti riguardo
alle diverse amministrazioni pubbliche sanitarie: (9) Rifiutare
le cure nei casi indicati nella sezione 6; per il quale dovrebbero
richiedere il periodo contributivo volontario, secondo i termini
stabiliti nella sezione 4 del seguente articolo."
Articolo 6 "Sulla libera scelta tra le
opzioni presentate dal medico responsabile del caso, è
necessario un previo consenso scritto dell'utente per la realizzazione
di qualsiasi intervento, eccetto nei seguenti casi:
a) Quando il non intervento presuppone un rischio per la salute
pubblica.
b) Quando è incapace di prendere decisioni; nel cui
caso, tale diritto spetterà ai familiari o alle persone
a lui prossime.
c) Quando l'urgenza non consente di aspettare a causa di possibili
danni irreversibili o in caso di pericolo di morte."
Unione
Europea
La
Commissione e il Parlamento Europeo non hanno elaborato nessuna
legislazione o raccomandazione in materia.
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È
legale l'eutanasia?
Italia
No, in
quanto la legislazione Italiana considera ogni atto di eutanasia
attiva (ovvero di suicidio assistito) come un reato punibile
con una pena da 5 a 16 anni. Tale principio è espressione
dall'articolo 5 del Codice Civile italiano. L'eutanasia è
possibile sono in casi particolari quali quello di morte cerebrale.
In questo caso però viene definita eutanasia passiva
e non è punibile per legge.
Danimarca
La
legge nazionale danese sui diritti del malato (Lov om patienters
retsstilling) del 1998 stabilisce che l'eutanasia passiva,
così come la sospensione delle terapie in pazienti
terminali, è legale. Mentre l'eutanasia attiva, o suicidio
assistito, non lo è.
Finlandia
La legislazione
sui malati comprende anche un regolamento sull'eutanasia.
In Finlandia, si fa una distinzione tra eutanasia attiva e
passiva. L'eutanasia attiva non è legale. Mentre al
contrario, l'eutanasia passiva, come la sospensione delle
cure in un malato allo stadio terminale, è permessa.
Francia
No.
L'eutanasia è proibita in Francia, anche se praticata
da un professionista della salute o da qualsiasi altra persona,
in quanto "nessuno ha il diritto di procurare volontariamente
la morte " (Codice di Etica Medica, articolo 38). L'eutanasia
è considerata incompatibile con la legge, la pratica
medica e l'etica, ed espone il professionista della salute
al pericolo di essere sottoposto a un processo criminale o
disciplinare. In pratica, viene tollerata la "astensione
terapeutica " (conosciuta anche come eutanasia "passiva")che
consiste nell'interrompere la terapia (come i congegni di
supporto cardiaco o respiratorio) ai malati terminali.
Germania
Visto
che in Germania, il suicidio non costituisce delitto, il suicidio
assistito in generale non viene considerato un delitto, sempre
che l'ultima fase della morte (per esempio, l'ingestione di
un veleno) sia praticata dallo stesso suicida. Tuttavia, se
la persona che assiste al suicida è un parente prossimo
o un medico, questi potrà essere processato perché
considerato responsabile della vita del malato o del parente.
Qualunque tipo di eutanasia è illegale
in Germania, anche se la persona interessata insista. Comunque,
l'eutanasia è stata spesso oggetto di dibattito, soprattutto
da quando quella attiva è diventata legale in Olanda.
Portogallo
In Portogallo
il dibattito sull'eutanasia non è particolarmente controverso.
Si effettua una distinzione tra eutanasia attiva e passiva
(chiamata anche suicidio assistito). Entrambi sono illegali
e punibili con la detenzione (fino a 3 anni di carcere).
Regno
Unito
La Legge dei
Diritti Umani del 1998, stabilisce che il diritto della persona
alla vita sia protetto per legge.
Nel Regno Unito è illegale aiutare
un individuo a commettere suicidio. Recentemente, il tribunale
aveva negato al marito di Diane Pretty, una donna con gravissimi
problemi di salute, l'autorizzazione ad aiutare la moglie
a morire. La natura della sua incurabile malattia le impediva
di togliersi la vita senza un aiuto esterno. Secondo la legislazione
inglese, la donna poteva scegliere di morire ma se in grado
fisicamente di compiere il gesto da sola.
L'eutanasia è un reato penale e pertanto
viene trattato come assassinio, e può essere punito
con il carcere a vita. Ciò nonostante, è legale
che un malato rifiuti una terapia destinata a prolungargli
la vita.
In alcuni casi, la terapia può essere
sospesa dagli stessi medici se essi ritengono che sia inutile
continuarla o se non produce alcun tipo di miglioramento.
Spagna
In Spagna, l'eutanasia
o il suicidio assistito sono considerati dei crimini secondo
l'articolo 143.4 del Codice Penale, Legge Organica 10/1995,
del 23 novembre:
"Chiunque causi o cooperi attivamente mediante un'azione
diretta o necessaria alla morte di un individuo, in seguito
a richiesta esplicita, seria e inequivocabile di questi, anche
se la vittima soffrisse di una grave malattia che lo porterebbe
inevitabilmente alla morte, o che producesse gravi sofferenze
permanenti e difficili da sopportare, sarà punito con
una pena inferiore di uno o due gradi a quelle segnalate ai
punti 2 e 3 di questo articolo"
Unione
Europea
La
Commissione e il Parlamento Europeo non hanno elaborato nessuna
legislazione o raccomandazione in materia.
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