Prova a compilare il questionario
Guarda il video
Partecipa alla discussione
Ultime notizie
 
 

 

Che cosa dice la legge?

Scopri le risposte sui seguenti temi.

Una donna potrebbe essere processata in caso che resti incinta pur sapendo di essere affetta da HIV?
Un medico rischia di incorrere in un procedimento legale se aiuta una donna affetta da HIV a restare incinta?
Il test dell'HIV fa parte degli esami di routine della maternità?
Il fatto che una donna si affetta da HIV costituisce un motivo per praticare l'aborto legale?
Le persone affette da HIV possono adottare bambini legalmente?
Tutte le persone affette da HIV possono accedere a un trattamento antiretrovirale? E chi lo paga?

Clicca su un tema per saperne di più. Clicca qui per vedere le risposte dei singoli paesi.

Una donna potrebbe essere processata in caso che resti incinta pur sapendo di essere affetta da HIV?

Italia
No, non esiste nessun tipo di restrizione in merito.

Danimarca
No. In Danimarca è legale che una donna sieropositiva resti incinta e non può venire processata per la sua gravidanza.

Finlandia
No, una donna non può venire processata per la sua gravidanza, a prescindere dalle circostanze.

Francia
No. In Francia non esiste nessuna legge che proibisca a una donna di restare incinta. Una donna che sappia di essere affetta da HIV, oppure che sia in fase terminale, continua a godere della stessa libertà di scelta e può decidere di avere un figlio. In Francia, il rischio che una donna trasmetti l'HIV al figlio è del 2 al 3%, 7 o 8 volte in meno rispetto a dieci anni fa.

Germania
No, in Germania nessuno può proibire a una donna di restare incinta, qualunque siano le circostanze.

Portogallo
No, in Portogallo nessuno può proibire a una donna di restare incinta, a prescindere dalle circostanze.

Regno Unito
No, nel Regno Unito nessuno può proibire a una donna di restare incinta, a prescindere dalle circostanze.

Spagna
No, in Spagna nessuno può proibire a una donna di restare incinta, qualunque sia la circostanza.

Unione Europea
Non esiste nessuna direttiva o raccomandazione della UE in materia. È pertanto una questione legale di ambito nazionale.

[Torna alla lista delle domande]

Un medico rischia di incorrere in un procedimento legale se aiuta una donna affetta da HIV a restare incinta?

Italia
No. Nelle strutture specializzate per la procreazione assistita, per le coppie sierodiscordanti è prevista la fecondazione in vitro (maschio affetto) e l'inseminazione artificiale (donna affetta).

Danimarca
In Danimarca è legale che una donna affetta da HIV resti incinta. E se la donna vive in una coppia eterosessuale, è legale che il medico la aiuti a restare incinta. In Danimarca è possibile praticare un'inseminazione artificiale soltanto nelle donne che hanno una relazione eterosessuale, a prescindere se siano affette o meno da HIV.

Se una donna è sieropositiva, il medico deve farle un esame e informarla sui rischi in caso di gravidanza. In base a questo esame, il medico può sconsigliare la gravidanza ed anche rifiutare di aiutarla nel suo intento di restare incinta.

Finlandia
Non ci sono norme in materia.

Francia
In Francia, un medico può aiutare legalmente una donna sieropositiva ad avere un figlio, mediante tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Oltre alle cure per l'infertilità, la sieropositività costituisce un motivo legale per la PMA in Francia, in quanto riduce il rischio di trasmissione del virus a un compagno non affetto. Se una donna è sieropositiva, potrà praticare un'inseminazione artificialmente con lo sperma del marito. Se un uomo è affetto da HIV, il suo liquido seminale potrà essere lavato e ne verrà calcolata la carica virale. Molte volte è possibile iniettare un singolo spermatozoo direttamente nell'ovulo (ICSI, microiniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo).

Queste pratiche sono regolamentate in un documento legale (il decreto del 10 maggio 2001, in materia di buona pratica clinica e biologica nella Procreazione Medicalmente Assistita). Questo testo stabilisce i criteri di scelta delle coppie e l'organizzazione delle misure di assistenza medica.

Germania
In Germania, un medico che aiuti una donna affetta da HIV a restare incinta non rischia di subire un processo legale ma potrà essere processato e condannato a pagare un indennizzo se, dopo una fecondazione assistita (mediante inseminazione artificiale o fecondazione in vitro (FIVET)), il bambino nasca sieropositivo.

Sebbene non esistano misure mediche preventive, continua a esistere un rischio "inferiore al 2%" che il figlio di una donna affetta da HIV venga contagiato durante la gravidanza o durante il parto. Questo rischio non viene considerato "teorico" (come, per esempio, il bassissimo rischio di trasmissione del virus dopo il lavaggio dello sperma di un uomo sieropositivo). Di conseguenza, un medico potrà subire un processo innanzi a un tribunale civile e pagare un indennizzo se il bambino dovesse nascere sieropositivo. A causa di questa situazione legale incerta, i medici tedeschi non si arrischiano a praticare un'inseminazione artificiale o una FIVET a una donna sieropositiva.

Portogallo
In Portogallo, un medico che aiuta una donna sieropositiva a restare incinta non rischia il processo legale.

Regno Unito
No. Nel Regno Unito, un medico, del settore pubblico o privato, può aiutare una donna affetta da HIV a restare incinta.

Le coppie sieropositive possono praticare la fertilizzazione in vitro. Tuttavia, nelle coppie in cui è solo l'uomo ad avere l'HIV ci sono maggiori possibilità di poter praticare la FIVET. Il motivo è che lo sperma può essere lavato per eliminare il virus.

Spagna
No, in principio. I medici valutano i rischi attuali e, in funzione della situazione concreta, devono fornire informazioni alla paziente affinché possa dare il suo consenso informato. Ma se dovesse nascere un bambino affetto da HIV, allora il medico potrebbe venire perseguito per irregolarità professionale.

Unione Europea
Non esiste nessuna direttiva o raccomandazione della UE in materia. È pertanto una questione legale di ambito nazionale.

[Torna alla lista delle domande]

Il test dell'HIV fa parte degli esami di routine della maternità?

Italia
No, non è di quelli effettuati di routine ma è raccomandato in tutte le donne alla prima visita prenatale e, nelle donne a rischio, anche nel terzo trimestre di gravidanza (<36a settimana).

Danimarca
Le donne incinte non sono obbligate per legge a sottoporsi al test dell'HIV. Questo test viene offerto ai gruppi a rischio, vale a dire, asiatici, africani, lesbiche e consumatori di droga per via endovenosa.

Finlandia
Il test dell'HIV non è obbligatorio, pertanto non può essere praticato senza il consenso della madre. Tuttavia, se la madre è sieropositiva, la trasmissione può venire evitata solo se le misure mediche vengono effettuate per tempo. Nel caso in cui si scopra un'infezione da HIV, nessun tipo di misura medica potrà essere presa senza il consenso della madre.

Francia
Sì. Dal 1993, in Francia il test dell'HIV è consigliato durante la gravidanza, ma non è obbligatorio (Legge 93-121 del Codice della Sanità Pubblica), a differenza del test della toxoplasmosi e della rosolia che vengono realizzati sistematicamente. Il sistema francese si basa sul principio del consenso libero e informato e sul diritto alle informazioni e alle cure. I medici devono suggerire alle donne incinte di sottoporsi al test dell'HIV durante la prima visita prenatale, ma le donne sono libere di acconsentire o meno. In realtà, la maggior parte di esse accetta di fare il test.

Alcuni medici vorrebbero che il test diventasse obbligatorio, ma si scontrano con una forte opposizione. Nel marzo del 2002, il Consiglio Nazionale per la lotta contro l'AIDS (Conseil National du Sida) ha votato all'unanimità contro il test sistematico, suggerendo due cambiamenti alla legge esistente. La prima raccomandazione è stata che bisognava richiedere il consenso esplicito delle donne incinte per evitare la realizzazione di test senza il loro consenso (pratica comune secondo il Cns). La seconda è stata che bisognava prendere in considerazione altri due test supplementari (alla fine del sesto mese e durante l'ultima visita prenatale) al fine di verificare un possibile contagio durante la gravidanza.

Germania
In Germania, il test dell'HIV è consigliato alle donne incinte ma non è obbligatorio per legge. Anche se, secondo l'attuale interpretazione della legge, il medico è legalmente obbligato a informare la donna sull'HIV e a suggerirle di sottoporsi al test. Molti specialisti stanno promuovendo una campagna affinché il test diventi obbligatorio, poiché le precauzioni mediche per la prevenzione della trasmissione del virus da madre a figlio possono essere prese solo se la donna incinta e il medico sono a conoscenza della sieropositività della futura madre.

In generale, in Germania un test dell'HIV può essere effettuato legalmente se il malato dà il consenso esplicito. Un test dell'HIV effettuato senza il consenso è considerato un'infrazione.

Portogallo
In Portogallo, il test dell'HIV non è obbligatorio per legge. Tuttavia, viene raccomandato alle donne incinte.

Regno Unito
A breve verrà offerto a tutte le donne di praticare il test dell'HIV periodicamente. Attualmente nel Regno Unito, il test viene praticato abitualmente durante il periodo di gravidanza. Effettuare il test senza il consenso è reato.

Attualmente esistono nuove e promettenti cure che riducono in gran misura il rischio di trasmissione dell'HIV da madre a figlio. Ciò ha spinto i medici a far leva sulle donne incinte affinché si sottopongano al test dell'HIV, per prevenire la trasmissione della malattia da madre a figlio.

In caso occorrano dati per fini statistici, si possono effettuare test dell'HIV casuali e anonimi sui resti dei campioni di sangue. I campioni non permettono di individuare il malato e il personale medico non sa a quale malato appartiene il campione.

Spagna
In Spagna, il test sull'HIV è raccomandato alle donne incinte, ma non è richiesto per legge.
Il medico deve informare la paziente dell'esistenza di questo test e proporglielo, ma non può obbligarla a farlo. Al fine di poter curare meglio il bambino, nell'interesse del nascituro, ci sono state delle richieste per rendere il test obbligato, ma per ora, restano solo un suggerimento. In Catalogna quest'argomento è stato oggetto di una relazione specifica della Commissione di Bioetica della Catalogna (www.gencat.es/scs/cbc).

Unione Europea
Non esiste nessuna direttiva o raccomandazione della UE in materia. È pertanto una questione legale di ambito nazionale.

[Torna alla lista delle domande]

Il fatto che una donna si affetta da HIV costituisce un motivo per praticare l'aborto legale?

Italia
Non esiste nessuna legge che impedisca l'adozione di bambini a persone sieropositive.

Danimarca
Una donna incinta affetta da HIV non vive in una situazione speciale in Danimarca. Come qualsiasi altra donna può abortire legalmente fino alla 12ª settimana di gravidanza. L'aborto dopo la 12ª settimana è praticabile solo se sorgono complicazioni, come per qualsiasi altra donna.

Finlandia
L'aborto è legale, per esempio, per motivi economici o di salute. Una donna sieropositiva può abortire fino alla 24ª settimana di gravidanza.

Francia
In Francia, l'aborto elettivo (volontario) è legale dal 1974. Qualsiasi donna può decidere di interrompere la gravidanza entro la 12ª settimana. Oltre tale termine, l'aborto deve essere clinicamente giustificato ed è permesso solo in circostanze eccezionali, per esempio, quando la salute della madre o del feto siano in pericolo, o se il feto sia portatore di una malattia incurabile o di un difetto congenito grave (come ad esempio l'anencefalia).

Germania
In Germania l'aborto in generale è illegale, ma la legge non viene applicata nelle prime 12 settimane di gravidanza, se la donna ha ricevuto una consulenza professionale. Se la donna è affetta da HIV, si può praticare l'aborto legale anche dopo la 12ª settimana.

Portogallo
In Portogallo, l'aborto è legale soltanto in caso di pericolo grave per la madre o il bambino, o nei casi di gravidanze dovute a violenza sessuale. Di conseguenza, se la donna è affetta da HIV, l'aborto legale è possibile.

Regno Unito
Nel Regno Unito l'aborto è legale. Normalmente, l'aborto può essere praticato fino alla 12ª o la 14ª settimana di gravidanza, in alcuni casi anche entro la 24ª. È possibile abortire dopo la 24ª settimana se la gravidanza mette in pericolo la vita della madre o se ci sono gravi malformazioni fetali.

Per abortire nel Regno Unito, una donna ha bisogno del consenso di due medici. Con un rischio inferiore al 2% di trasmissione del virus da madre a figlio, l'HIV non è di per sé motivo valido per l'aborto.

Spagna
Se tutte le condizioni legali sono rispettate, l'infezione da HIV può essere causa di un aborto terapeutico.

Unione Europea
Non esiste nessuna direttiva o raccomandazione della UE in materia. È pertanto una questione legale di ambito nazionale.

[Torna alla lista delle domande]

Le persone affette da HIV possono adottare bambini legalmente?

Italia
In Italia l'aborto è regolato dalla Legge 22 maggio 1978, numero 194. Questa permette il ricorso all'interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni alla donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito. Non esiste un esplicito riferimento all'infezione da HIV in nessuna normativa in merito all'aborto, ma di fatto la legge n°194 consente l'aborto entro i novanta giorni a tutte le donne che ne facciano richiesta, previo un iter obbligato di accertamento medico e di consultazione con specialisti e assistenti sociali.

Danimarca
La legge danese sull'adozione stabilisce che il benessere del bambino non può, in nessun modo, essere danneggiato dallo stato di salute fisica e mentale dei genitori adottivi (Bekendtgørelse om godkendelse af adoptant, del 2000). Compete al Consiglio di governo sull'adozione valutare se un determinato stato fisico o mentale sia accettabile. Fin ora il Consiglio non ha ricevuto richieste da parte di persone sieropositive, ma in accordo con quanto stabilito dalle direttive pubblicate, una persona affetta da HIV o AIDS ha poche possibilità di essere riconosciuta come genitore adottivo.

Finlandia
La Legge sull'adozione non comprende regole sullo stato di salute dei genitori. Il principio generale è che una malattia non dovrebbe costituire un ostacolo per l'adozione, se non rappresenta un rischio per il bambino. Gli esami medici fanno parte del normale processo di adozione e la diagnosi del medico gioca un ruolo fondamentale nello stabilire l'idoneità dei genitori adottivi. Un bambino proveniente dall'estero, deve essere sottoposto obbligatoriamente al test dell'HIV e molti paesi richiedono che anche i genitori si sottopongano al test dell'HIV. Quindi in Finlandia, per l'adozione di un bambino finlandese, il test non fa parte del regolare check-up.

Francia
In Francia, le adozioni sono autorizzate a livello legale dopo una serie di ricerche a carico di un organo composto da circa venti persone. I candidati devono avere minimo 28 anni e possono essere single o sposati. Oltre a molte altre qualità, devono dimostrare che godono di buona salute fisica e mentale. A tal fine, devono scegliere un medico di medicina generale e uno psichiatra da una lista fornita dal Consiglio di Adozione. Il medico di medicina generale può consigliare il test dell'HIV, anche se non è obbligatorio. Egli dovrà poi certificare che non esistono controindicazioni per l'adozione di un bambino.

Germania
La legge sull'adozione in Germania vuole i genitori "qualificati" e "adeguati". Spetta dunque ai funzionari responsabili delle adozioni decidere se una coppia candidata sia o meno qualificata e considerando il fatto che il processo comprende vari check-up completi, è praticamente impossibile che le persone affette da malattie croniche possano adottare bambini.

Portogallo
La legge non lo vieta. Ma l'adozione in questo paese è un processo lungo e complesso che richiede test di salute, ed è praticamente impossibile che persone affette da malattie croniche possano adottare un figlio.

Regno Unito
Secondo le norme sull'adozione, i potenziali genitori adottivi non dovrebbero essere scartati automaticamente per l'età, la salute o altri fattori. Resta, pertanto, ai servizi di adozione decidere se il candidato corrisponda ai requisiti.

Tuttavia, i genitori adottivi dovranno sottoporsi a diversi controlli di adeguatezza, tra cui vari check-up, affinché diminuiscano le probabilità che una persona con una lunga malattia venga selezionata per l'adozione.

Spagna
Legalmente non c'è incompatibilità tra sieropositività e adozione.

In Spagna, la valutazione dell'idoneità o meno dei canditati all'adozione segue un sistema complesso, molto garantista per l'adottato, che include test psicologici e fisici valutati poi da diverse équipe mediche.

Unione Europea
Non esiste nessuna direttiva o raccomandazione della UE in materia. È pertanto una questione legale di ambito nazionale.

[Torna alla lista delle domande]

Tutte le persone affette da HIV possono accedere a un trattamento antiretrovirale? E chi lo paga?

Italia
In Italia per le persone sieropositive, esami e farmaci sono gratuiti e a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Danimarca
In Danimarca tutte le persone che necessitano di cure per l'HIV possono accedervi. A tutti coloro che risiedono stabilmente in Danimarca, vengono garantite le cure del Servizio Pubblico di Sanità. Le cure per l'HIV vengono praticate negli ospedali, che sono, tra l'altro. gli unici enti che distribuiscono farmaci antiretrovirali. Il Servizio Pubblico di Sanità paga i farmaci e le cure mediche (come ad esempio i controlli periodici per il conteggio di cellule T nel sangue del malato). Anche gli altri residenti, come i rifugiati in cerca di asilo politico, hanno accesso alle cure gratuitamente, a spese pubbliche.

Finlandia
Le cure per l'HIV sono gratuite per tutti i cittadini finlandesi.

Francia
In Francia, chiunque sia residente legale ha il diritto alle cure mediche, incluso a quelle per il virus dell'HIV, anche se non ha pagato la Previdenza Sociale (il fondo sociale finanziato dalla popolazione attiva). Questo fondo finanzia i farmaci, le cure mediche (come ad esempio le analisi sulla carica virale, gli anticorpi e i linfociti T) e il ricovero. Le terapie per le persone con assicurazione supplementare, oltre alla copertura della previdenza sociale, sono cofinanziate da entrambe. Quanto al test, esso è gratuito (e anonimo).

Germania
In Germania, quasi tutte le persone che hanno bisogno di farmaci antiretrovirali possono accedervi. La maggior parte delle persone hanno delle assicurazioni sulla salute e i diversi tipi assicurazioni devono pagare le cure. Per coloro che non ne sono in possesso, la previdenza sociale paga i farmaci antiretrovirali e le cure mediche necessarie (come il controllo della carica virale e la quantità di cellule T nel sangue del malato). Le uniche persone che non hanno accesso alla terapia sono quelle che vivono in una situazione illegale in Germania.

Portogallo
Sì. In Portogallo, la maggior parte delle persone che hanno bisogno di cure antiretrovirali possono accedervi. Per la maggioranza di esse, le cure sono comprese nel Sistema Nazionale di Sanità e i costi sono coperti dallo stato (anche se si utilizzano sempre di più i sistemi di assicurazioni sulla salute). Le uniche persone che non possono accedere alle cure sono quelle che vivono in Portogallo illegalmente.

Regno Unito
Sì, e le cure sono fornite gratuitamente dal Servizio Nazionale di Sanità. Tuttavia, i livelli di terapia possono variare all'interno del paese in base alla prossimità del paziente a un grande ospedale regionale dotato di un centro specializzato per la cura dell'HIV. Il ricorso a cure sanitarie private o il trasferimento in centri più attrezzati per la cura dell'HIV sono senz'altro un modo per ricevere delle cure più adeguate.

Spagna
In Spagna, la copertura del sistema sanitario pubblico è universale e gratuita. Ciò significa che il sistema pubblico paga le terapie. Sono sorti alcuni dubbi circa i pazienti che non sono cittadini spagnoli né residenti legali; ma il criterio di copertura universale e di solidarietà, in materia di sanità, è solido e il sistema pubblico ne paga le spese.

Unione Europea
Non esiste nessuna direttiva o raccomandazione della UE in materia. È pertanto una questione legale di ambito nazionale.

[Torna alla lista delle domande]


Castellano 
Català 
Dansk 
Deutsch 
English 
Français 
Italiano 
Português 
Suomi 
Svenska 
 
©2003 bionet