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Che cosa dice la legge?

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In che modo sono regolamentate le analisi genetiche su minori? A che età viene considerato adulto un individuo affinché possa dare il consenso informato?
In quali circostanze si può infrangere il segreto medico?
È legale che le compagnie di assicurazione abbiano accesso ai risultati delle analisi genetiche?
È legale che le compagnie di assicurazione abbiano accesso all'anamnesi del cliente?

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In che modo sono regolamentate le analisi genetiche su minori? A che età viene considerato adulto un individuo affinché possa dare il consenso informato?

Italia
In Italia i test genetici nei confronti di minori possono essere richiesti esclusivamente dal rappresentante legale, quindi dai genitori, al solo scopo di rilevare malformazioni o malattie ereditarie.
Inoltre secondo le leggi italiane, un individuo è da considerarsi adulto dopo il compimento del diciottesimo anno di età. Al di sotto di quest'età il consenso ad interventi diagnostici e terapeutici deve essere espresso dal rappresentante legale. Questo significa che al minorenne non è riconosciuta la possibilità di dare un consenso informato e quindi di decidere circa la propria salute.
Qualora però il medico ritenga urgente per il paziente minorenne un determinato trattamento non condiviso dai genitori, questo può sempre rivolgersi ad un giudice per ottenere l'autorizzazione ad intervenire. Inoltre nel caso di disaccordo dei genitori, ciascuno di essi può ricorrere al Giudice tutelare il quale assumerà il potere decisionale, richiedendo il parere del minore se di età non inferiore a 14 anni.
Comunque anche se dal punto legislativo il minorenne non ha alcun diritto di prendere decisioni riguardanti la sua salute, il medico ha comunque il dovere di informarlo e di tener conto della sua volontà.

Danimarca
Le analisi genetiche non hanno una specifica regolamentazione in Danimarca, possono venire effettuate sempre nel rispetto della Legge sui Diritti del Malato (Lov om patienters retsstilling) del 1998 e La legge sulla professione medica (Lov om udøvelse af lægegerning ) del 2001.

La legge sui diritti del malato stabilisce che un malato con più di 15 anni può dare il consenso informato alle cure. Tuttavia, i genitori dovranno essere informati e partecipi della decisione del minore fino a quando questi non compia 18 anni. In alcuni casi, i genitori possono dare il consenso informato se il medico considera che il malato, di età compresa tra i 15 e i 17 anni , abbia preso una decisione senza comprenderne a pieno le conseguenze.

Finlandia
Si possono effettuare analisi genetiche su minori quando tali analisi siano necessarie per la salute dell'interessato o nel caso in cui tali informazioni siano necessarie per diagnosticare la presenza di un gene patogeno nei membri di una famiglia. Le analisi genetiche potranno essere utilizzate anche nel caso in cui si preveda una prossima manifestazione di un malattia o se possa essere prevenuta mediante un'adeguata terapia. Altri tipi di analisi genetiche dovranno essere rimandati. Se il malato ha più di 15 anni e si ritiene che possa avere la capacità di comprendere l'importanza del test, allora il suo consenso per iscritto sarà sufficiente per effettuare le analisi.

Francia
In Francia, i minori (individui con meno di 18 anni ) sono protetti da un decreto del 23 giugno del 2000 relativo alle impronte del DNA (Codice della Sanità Pubblica). Soltanto i genitori dei minori o i parenti autorizzati possono dare il via alle analisi, mediante il loro consenso libero e informato per iscritto (Art. R. 145-15-4). Affinché il consenso risulti "informato", il medico dovrà fornire informazioni esaustive e precise. Non risulta essere necessario il consenso degli stessi minori, obbligatorio invece per la ricerca biomedica.

La legge francese distingue due tipi di situazione:
Se il minore è già malato, le analisi genetiche possono essere prescritte solo se i risultati permettono di trovare una terapia più idonea alla patologia o se permettono di aiutare altri membri della famiglia.

Se invece il minore è asintomatico, esiste una condizione supplementare: il bambino o la sua famiglia dovranno poter beneficiare nell'immediato di misure curative o preventive. Se non si può prevenire o curare la malattia, allora la legislazione proibisce di eseguire analisi fino al compimento della maggiore età (18 anni in Francia).

Germania
In Germania non esiste una regolamentazione legale specifica in materia di analisi genetiche su minori. In generale, il consenso esplicito del malato o del tutore legale deve essere dato per qualsiasi test genetico e, nel caso di minori, i genitori potranno dare il consenso al posto del minore.

Tuttavia, le direttive mediche delle associazioni professionali dei medici consigliano che tali diagnosi genetiche vengano effettuate solo dopo un dettagliato consulto. Inoltre, nel caso di minori, le analisi genetiche potranno essere realizzate solo se esista una terapia adeguata. In caso contrario, le analisi verranno rimandate.

Portogallo
In Portogallo, il test genetico su minori è soggetto al più rigoroso controllo. La necessità di analisi genetiche deve essere giustificata e autorizzata da più di un medico. Qualsiasi tipo di test biologico molecolare può essere effettuato soltanto nei casi in cui sia possibile un intervento medico per ridurre, ritardare o prevenire le conseguenze cliniche (fatta eccezione nei casi in cui un individuo desideri avere figli). Inoltre, il consenso informato per iscritto dei genitori è obbligatorio quando il malato è ancora minorenne.

Regno Unito
Le analisi genetiche sono soggette alla Direttiva sui Dispositivi Medici per Diagnosi in Vitro (98/79/EC). In Gran Bretagna, la Commissione Consultiva sulle Analisi Genetiche (ACGT) (che attualmente fa parte della Commissione sulla Genetica Umana) ha consigliato il governo sul tema delle analisi genetiche su minori e ha emesso un Codice di Pratica per le analisi genetiche. La AGCT si è pronunciata contro le analisi genetiche presintomatiche sui bambini per quanto riguarda le malattie di cui non si conoscano ancora le cure, e la cui manifestazione avviene solo in età adulta. Le analisi genetiche su minori sono richieste soltanto nei casi in cui il bambino presenti già dei sintomi.

Non si devono eseguire analisi su minori senza il consenso scritto. In Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, per i bambini di età inferiore ai 16 anni le analisi possono essere effettuate solo previo consenso dei genitori che ne abbiano responsabilità parentale. Un tribunale potrà prescindere dal requisito del consenso se ritiene che l'analisi costituisca un beneficio per il minore. La Sezione/paragrafo 8 della Legge sui Minori del 1989 conferisce ai tribunali il potere di dare un "ordine specifico di emissione" riguardo a ogni aspetto della responsabilità parentale nei confronti di un minore, come il consenso per effettuare test genetici.

In Scozia, la legge sul consenso è diversa. Anche se, in generale, i bambini di età inferiore ai 16 anni non hanno capacità giuridica, la Legge sull'età della Capacità Giuridica (Scozia) stabilisce delle eccezioni a questa regola generale. Gli stessi bambini possono acconsentire a una procedura medica se, secondo l'opinione di un medico qualificato, sono capaci di comprenderne la natura e le possibili conseguenze.

Spagna
Non esiste una regolamentazione specifica sulla realizzazione di analisi su minori. Vengono applicate le norme generali sulle analisi mediche e sulla tutela dei minori, la Legge sui Minori (statale) e il Codice di Famiglia (Catalogna). Entrambe seguono il principio generale di concedere maggiore tutela al "interesse superiore del minore ", così come stabilisce l'ordinamento giuridico.

La capacità generale è legata al compimento della maggiore età, che in Spagna è fissata a 18 anni. Ma nell'ambito della sanità esiste l'obbligo legale e deontologico di informare, e se possibile, di ottenere il consenso dei minori che abbiano capacità di comprendere ciò che li colpisce. Dai 16 anni, per determinati problemi, e dai 12-13 anni per altri, si considera che si è in presenza di "minori maturi".

Unione Europea
La UE non ha elaborato nessun tipo di legislazione in materia. L'argomento è trattato dalle diverse legislazioni nazionali.

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In quali circostanze si può infrangere il segreto medico?

Italia
La legge italiana sulla privacy del 31 dicembre 1996 afferma che "è vietata la diffusione dei dati riguardo allo stato di salute di un individuo, salvo nel caso in cui sia vi sia necessità di prevenzione, accertamento o repressione dei reati".
Quindi in medico è tenuto a mantenere il segreto su tutto ciò che gli è confidato, sulle prestazioni professionali effettuate o quelle programmate. A questa regola generale però fanno eccezioni quelle situazioni in cui vi è l'urgenza di salvaguardare la vita o la salute di terzi anche in caso di rifiuto dell'interessato.

Danimarca
In casi speciali, le informazioni mediche di un malato possono essere trasmesse alle autorità, alle organizzazioni, a privati, ecc., senza il consenso dell'interessato. Tale situazione si verifica nel caso in cui le autorità sociali lo considerino opportuno. Le informazioni mediche sono sancite da regole specifiche stipulate nella Legge Nazionale Danese sui Diritti del Malato (Lov om patienters retsstilling) del 1998.

Finlandia
Infrangere il segreto medico costituisce un reato in Finlandia, e la pena massima prevista corrisponde a sei mesi di carcere. Il segreto medico può essere infranto solo su decisione del tribunale.

Francia
In Francia, i tribunali possono ordinare l'esposizione dei registri medici nel loro insieme ma solo in casi di crimine e con un mandato del giudice e in presenza di un rappresentante del Collegio dell'Ordine dei Medici Francese (Conseil de l'Ordre des Médecins).

Germania
In Germania, i medici sono obbligati al segreto professionale, nel rispetto della legge e del codice di deontologia medica. Esso può venire infranto solo in seguito al consenso personale del malato o a decisione del tribunale, quando un diritto di maggior valore ne viene coinvolto.

Se il malato ha meno di 18 anni ma ha capacità di discernimento il medico può essere obbligato al segreto professionale, anche nei riguardi del genitore. In questo caso, il medico dovrà stabilire un equilibrio tra gli interessi del malato e quello dei genitori.

Portogallo
La confidenzialità di tutti i registri medici è coperta dalla Legge Costituzionale e Civile in quanto i medici sono tenuti a rispettare il segreto medico. Esso può venire infranto solo in seguito a decisione di un tribunale.

Regno Unito
In Gran Bretagna, la Legge sulla Tutela Dei Dati Personali del 1998 applica la Direttiva de Tutela Dei Dati Personali della UE e crea un sistema de tutela generale e sicurezza dei dati personali, nonché medici. I malati hanno il diritto di aspettarsi che i propri medici rispettino la confidenzialità delle informazioni in loro possesso. È necessario il consenso esplicito di un individuo affinché il medico possa divulgare qualsiasi informazione che lo riguardi.

Il Consiglio Medico Generale (GMC) consiglia i medici su come proteggere la confidenzialità del malato. Le direttive del GMC stabiliscono che normalmente non è necessario il consenso nei casi in cui il paziente abbia già acconsentito alla terapia, e nel caso in cui lo scambio di informazioni permetta di somministrare le cure.

Inoltre, il segreto medico può essere infranto in caso di pubblico interesse. Se un malato non dà il consenso alla divulgazione delle informazioni a fonti esterne, come la polizia o una compagnia di assicurazione, soltanto i medici potranno rivelarle nei casi in cui sia necessario per proteggere il paziente, o terzi, dal rischio di morte o gravi danni.

Spagna
Il segreto professionale è protetto anche dal Codice Penale, e dalle norme deontologiche. Il segreto medico può essere svelato solo in caso di pericolo per la salute pubblica o quando ci sia pericolo per terzi, in determinate circostanze.

Unione Europea
La UE non ha elaborato nessun tipo di legislazione in materia. L'argomento è trattato dalle diverse legislazioni nazionali.

Tuttavia, in tutti i paesi europei, il segreto medico può essere infranto solo in seguito a decisione del tribunale.

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È legale che le compagnie di assicurazione abbiano accesso ai risultati delle analisi genetiche?

Italia
È necessario innanzitutto premettere che in Italia vige un sistema sanitario pubblico in cui è lo Stato a prendersi carico di gran parte delle spese ospedaliere, farmaceutiche e non solo. Il cittadino è però tenuto, se non in casi eccezionali, a versare una piccola quota, definita "ticket". Questo, comunque, non vieta la possibilità di stipulare una polizza assicurativa privatamente.
Nonostante tutto, in Italia, non sono ammessi test genetici se non diretti al fine di predire o rilevare malformazioni o predisposizioni genetiche a malattie ereditarie, e se non espressamente richiesti, per iscritto dalla persona interessata. Il medico inoltre non deve eseguire test genetici predittivi a fini assicurativi o occupazionali se non in seguito a manifestazione di volontà da parte del cittadino interessato.

Danimarca
In Danimarca non è permesso alle compagnie di assicurazione di chiedere o utilizzare informazioni sui geni di una persona o sulla sua probabilità di sviluppare una malattia, secondo quanto stabilito dall'emendamento del 1997 della Legge Danese sui contratti di assicurazione (Lov om forsikringsaftaler) del 1986.

Finlandia
I contratti di assicurazione si basano sulle informazioni fornite dalla persona che stipula la polizza, la quale ha il dovere di dichiarare unicamente il vero. Se, in seguito, le informazioni risultassero false o parziali in alcuni punti cruciali, allora tale scoperta andrebbe a incidere sulle clausole del contratto.

Francia
In Francia no. Le analisi genetiche possono venire effettuate solo per fini medici o scientifici (articoli 16-10 del Codice Civile e L.145-15 del Codice della Sanità Pubblica). Costituisce reato cercare di ottenere o fornire risultati di analisi per qualsiasi fine. Di conseguenza, le compagnie di assicurazione non possono richiedere le analisi né utilizzare le informazioni ricavate da esse.

Nel 1994, e in seguito nel 1999, la Federazione Francese delle Compagnie di assicurazione (che rappresenta il 95% del settore) si è impegnata a non utilizzare i risultati delle analisi genetiche anche se il richiedente ne faccia esplicita richiesta. La moratoria del 1999 scade nel 2004.

Germania
In Germania, non esiste attualmente una regolamentazione specifica per quanto concerne i dati risultanti dalle analisi genetiche. Il dibattito inerente questa tematica è stato rinviato in parlamento e attualmente i risultati delle analisi genetiche sono trattati come qualsiasi altro informazione medica.

In questo momento, esiste, tuttavia, un obbligo volontario da parte di tutte le compagnie di assicurazione di non pretendere i risultati delle analisi genetiche dei richiedenti. Alcuni specialisti chiedono una proibizione generale sull'utilizzo di tali dati.

Portogallo
Non esiste in Portogallo nessuna legge che regoli le compagnie di assicurazione e i risultati delle analisi genetiche. A breve in Parlamento si discuterà di una proposta di decreto legge sulle informazioni genetiche.

In pratica, le assicurazioni sulla vita si basano su una dichiarazione del richiedente sulla propria storia medica. Le compagnie di assicurazione accettano tali dichiarazioni per vere e, nel caso in cui l'ammontare venga considerato normale, non verrà richiesto nessun tipo di analisi medica.

Tuttavia attualmente l'Associazione Portoghese delle Assicurazioni garantisce che non vengano pretesi, utilizzati o chiesti ai richiedenti test genetici. Ma è probabile che potrebbe avvenire in futuro.

In vista di conciliare questi interessi, il Procuratore Generale della Repubblica propose nel 2000 di creare un "fondo pubblico" che garantisse i bisogni primari delle persone considerate ad alto rischio secondo i parametri stabiliti dalle compagnie di assicurazione. Tale fondo non è stato ancora creato.

Regno Unito
Contrariamente a diversi paesi europei, nel Regno Unito attualmente non esistono leggi che impediscano alle compagnie di assicurazione di accedere ai risultati delle analisi genetiche. Da quando, negli anni Novanta, sono state introdotte le analisi genetiche per alcuni tipi di malattie, le assicurazioni hanno iniziato a tenerne in considerazione i risultati per valutare i premi.

L'Associazione delle Assicurazioni Britanniche, un'associazione che rappresenta più di 400 compagnie che gestiscono un 96% del mercato delle assicurazioni nel paese, ha sviluppato un codice proprio sull'utilizzo delle analisi genetiche. Secondo questo codice, le compagnie di assicurazione possono richiedere soltanto i risultati delle analisi già effettuate e nessuna compagnia può insistere affinché i richiedenti si sottopongano ad analisi genetiche.

Tuttavia, nell'ottobre del 2001, si è concluso un accordo tra la ABI e il Dipartimento della Sanità che stabilisce il divieto di cinque anni per l'utilizzo dei risultati delle analisi genetiche. In conformità a questo divieto, nessuno è obbligato a rivelare i risultati delle analisi genetiche alle assicurazioni, a meno che non stipuli una polizza che pagherebbe più di £500.000 in caso di morte o £300.000 in caso di grave malattia. Durante la moratoria, la ABI spera che il governo giunga ad approvare l'utilizzo delle analisi genetiche per la valutazione dei premi assicurativi. La Commissione di Genetica Umana, che consiglia il governo sull'impatto dei nuovi sviluppi nel campo della genetica umana sulle persone e le cure sanitarie, non ritiene che il divieto legislativo sull'utilizzo delle informazioni genetiche per le assicurazioni sia il modo più corretto per far avanzare le cose. La commissione ritiene che un individuo con degli antecedenti familiari di una malattia genetica debba aver diritto a utilizzare un risultato "positivo" in un test genetico per abbassare il premio assicurativo.

Spagna
Le compagnie di assicurazione non sono autorizzate a effettuare analisi genetiche ai propri clienti, né a fare della diagnosi genetica una condizione per la formalizzazione di una polizza. Per evitare discriminazioni, vengono seguite le Raccomandazioni del Consiglio (sui test genetici con fini sanitari e sulla salvaguardia delle informazioni mediche). Queste stabiliscono che non è lecito pretendere delle analisi genetiche per sottoscrivere le assicurazioni. Allo stesso modo è in vigore la legge di tutela della privacy, prevista dalla Legge Organica sulla protezione dei dati personali. Inoltre la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina, ratificata dalla Spagna, proibisce la discriminazione per ragioni genetiche, e in tal senso si pronuncia anche la Dichiarazione dei Diritti del malato, già approvata dal Parlamento della Catalogna.

Unione Europea
La UE non ha elaborato nessun tipo di legislazione in materia. L'argomento è trattato dalle diverse legislazioni nazionali.

L'Associazione Europea delle Assicurazioni (Comité Européen des Assurances, CEA) ci informa sul sito Web (http://www.cea.assur.org) che "nessuna assicurazione europea chiede analisi genetiche ". (Documento datato 18/03/1998).

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È legale che le compagnie di assicurazione abbiano accesso all'anamnesi del cliente?

Italia
In Italia una compagnia di assicurazione può accedere alla storia sanitaria di un suo assicurato solo in seguito al suo assenso. Bisogna sottolineare anche come non vi sia una legge precisa in grado di regolamentare l'accesso delle compagnie di assicurazione a dati circa lo stato di salute di un individuo. Quest'ultimo è in grado di rifiutare di sottostare a particolari richieste, quali ad esempio test genetici, all'atto della stipulazione del contratto assicurativo, semplicemente rinunciando alla copertura assicurativa privata. Qualora però il contratto lo preveda, il firmatario è obbligato a fornire alla compagnia assicurativa informazioni precise circa il suo stato di salute e a sottoporsi ad accertamenti sanitari.

Danimarca
In Danimarca, è permesso alle compagnie di assicurazione di accedere alle informazioni sullo stato di salute attuale e sul passato medico di un individuo. È permesso loro anche di indagare sullo stato di salute attuale e passato dei membri della famiglia, secondo quanto stabilito dall'emendamento del 1997 della Legge Danese sui contratti di assicurazione (Lov om forsikringsaftaler) del 1986.

Finlandia
Così come detto poc'anzi, l'assicurato è responsabile della veridicità delle informazioni fornite. È possibile accedere ai registri medici soltanto previo consenso del paziente.

Francia
In Francia, chi richiede una polizza di assicurazione è protetto dal privilegio medico.

Soltanto i richiedenti o i suoi rappresentanti legali possono ottenere informazioni o certificati medici. Essi soltanto potranno decidere se vogliono o meno trasmetterle alle assicurazioni ed essi soltanto ( non il medico) devono compilare e firmare il "questionario sulla salute" necessario nelle richieste di assicurazioni.

I consulenti medici che lavorano per le assicurazioni possono basare le loro raccomandazioni esclusivamente sui registri medici forniti dai richiedenti (qualsiasi informazione ottenuta da terzi è un'infrazione al segreto medico) e non possono rispondere a nessuna domanda a carattere medico. Inoltre, nominare un consulente medico di una compagnia di assicurazione come medico intermediario costituisce un'infrazione al Codice della Sanità Pubblica (articoli 710-2 e 710-2-2). Le assicurazioni possono tutelarsi dalle conseguenze delle false dichiarazioni intenzionali attraverso la cessazione della polizza.

Germania
In Germania, i contratti di assicurazione, in generale, si basano sulle informazioni fornite dallo stesso richiedente e le clausole del contratto individuale dipendono dalle risposte al questionario più o meno relativo alla salute del richiedente. Numero e tipo di domande poste e la possibilità che la compagnia di assicurazione chieda un esame medico dipendono, per esempio, dall'età del richiedente. Nell'ambito del rapporto commerciale tra la compagnia di assicurazione e l'assicurato, è dovere del richiedente fornire delle informazioni che corrispondano al vero. Le false dichiarazioni potrebbero influire in seguito sulle clausole del contratto.

Le compagnie di assicurazione non possono chiedere l'accesso a un qualsiasi registro medico di un richiedente senza il consenso esplicito di questi. Tuttavia, la maggior parte dei contratti di assicurazione comprende una clausola che chiede il consenso dei richiedenti e che dà alla compagnia di assicurazione il diritto di inviare questionari direttamente ai medici curanti del cliente.

Portogallo
Sì, ma solo con il consenso del richiedente.

Il Decreto Legge n. 176 (26 luglio 1995) regola il diritto di informare nel caso in cui le polizze richiedano esami medici (articolo 5). L'articolo 20 stabilisce che "[nei riguardi] dei contratti di assicurazione che dipendano da esami medici, nel caso in cui una compagnia di assicurazione rifiuti un contratto o lo accetti con il pagamento di un premio più elevato, a causa dello stato di salute dell'assicurato (…), quest'ultimo potrà essere informato esclusivamente da un medico, a meno che non ci siano ragioni per supporre che tali circostanze fossero già di sua conoscenza".

D'altro lato, dal momento che la polizza di assicurazione si basa su una dichiarazione di buona fede da parte dell'assicurato, l'articolo 429 del Codice Commerciale stabilisce che l'omissione di fatti conosciuti rilevanti da parte dell'assicurato annulla il contratto. In questo caso, l'assicurato dovrà dire la verità alle domande.

Regno Unito
Quando una persona vuole stillare una polizza sulla salute, gli viene generalmente chiesto di compilare un formulario che informa sui particolari della sua anamnesi. Siccome questo costituisce un documento legalmente vincolante, la compagnia di assicurazione ha il diritto di rifiutare il pagamento di ricorsi se le informazioni fornite sono sbagliate o insufficienti.

Una compagnia di assicurazione può scrivere al medico curante di un cliente per avere maggiori informazioni sul suo stato di salute, ma, nel rispetto della Legge di Accesso ai Rapporti Medici del 1988, la compagnia di assicurazione dovrà averne prima ottenuto il consenso dell'interessato. Sempre secondo questa legge, un individuo ha diritto a consultare i rapporti medici preparati per scopi assicurativi.

Per completare il quadro giuridico, le compagnie di assicurazione hanno inventato diverse pratiche di tutela e confidenzialità.

Spagna
Le assicurazioni non hanno accesso all'anamnesi dei clienti ma, tuttavia, possono chiedere ai potenziali sottoscriventi di una polizza di sottoporsi a delle analisi o a un check-up, effettuato dai medici della compagnia stessa. Posso anche chiedere una dichiarazione dello stesso assicurato sui dati relativi al suo stato di salute, dati che devono corrispondere a realtà secondo la regola della buona fede contrattuale. Si suppone che vi sia libertà contrattuale e uguaglianza tra le parti, ma non sempre è così.

Unione Europea
La UE non ha elaborato nessun tipo di legislazione in materia. L'argomento è trattato dalle diverse legislazioni nazionali.
L'Associazione Europea delle Assicurazioni (Comité Européen des Assurances, CEA) ci informa sul sito Web (http://www.cea.assur.org) che in tutta Europa la pratica comune consiste nel richiedere ai candidati di compilare un questionario sullo stato di salute. Il questionario comprende "una serie di domande sulla salute del candidato", o più precisamente sulle malattie che ha sofferto, così come sulle cure mediche o le analisi che ha effettuato. Nessuna assicurazione europea può pretendere delle analisi genetiche. Altre analisi, come quella dell'HIV, possono essere richieste per stipulare assicurazioni sulla vita o di invalidità quando si tratta di ingenti somme, che rappresentano la maggioranza.

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