Secondo l'Unione Europea
non esistono alimenti geneticamente modificati in Europa che
possano rappresentare un pericolo per il consumatore.
Oggi gli alimenti geneticamente modificati devono essere
autorizzati dall'UE prima di essere immessi sul mercato europeo.
Affinché un alimento OGM venga approvato deve essere
sottoposto ad una valutazione del rischio alimentare. In particolare,
i seguenti punti devono essere presi in considerazione:
- Esiste una differenza tra l'alimento transgenico e il
suo equivalente non modificato geneticamente? Bisogna procedere
ad un paragone tra grassi, proteine, vitamine e tossine.
- Le nuove sostanze o i quantitativi di materiali negli
alimenti transgenici possono nuocere ai consumatori? I valori
nutrizionali vengono alterati? Questi alimenti possono diventare
tossici o scatenare reazioni allergiche?
- In alcuni casi si effettua l'alimentazione sperimentale
su animali da laboratorio.
È difficile prevedere cosa ci riserva il futuro o
pronosticare le possibili conseguenze a lungo termine di un'alimentazione
a base di OGM.
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Nel 1994 è stata immessa sul mercato
degli Stati Uniti la prima coltura transgenica: il pomodoro.
Molte altre ne sono seguite da allora e nutrirsi con
alimenti geneticamente modificati è diventato
abbastanza comune. La gente mangia alimenti geneticamente
modificati da un periodo di tempo relativamente breve.
Dunque potrebbero manifestarsi effetti collaterali a
lungo termine di cui non siamo ancora a conoscenza.
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Sono gli americani a cibarsi di alimenti transgenici da più
tempo. Oggi mangiano alimenti OGM quotidianamente. Si stima
che quasi il 65% dei prodotti disponibili nei supermercati
americani contenga ingredienti geneticamente modificati.
I sondaggi negli USA rivelano che molti americani manifestano
un approccio sereno nei confronti della manipolazione genetica.
Ritengono che gli alimenti transgenici siano sicuri perché
se ne nutrono da anni senza conseguenze negative sulla salute.
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